Fermare gli esuberi e salvare il futuro dello stabilimento Pfizer di Catania. È questo il messaggio che il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha lanciato alla multinazionale farmaceutica nel corso del tavolo convocato al Mimit per affrontare la vertenza aperta dopo l’annuncio della dismissione definitiva di due linee produttive del sito etneo. Una decisione che rischia di avere pesanti ricadute occupazionali e che il Governo chiede ora di riconsiderare.
Il ministro ha invitato l’azienda a rivedere al più presto il piano di riorganizzazione, ribadendo che lo stabilimento di Catania rappresenta un presidio strategico per l’industria farmaceutica italiana. L’obiettivo indicato dal Governo è chiaro: costruire un percorso condiviso che garantisca continuità produttiva, tutela dei lavoratori e rilancio industriale del sito. “Il sito di Catania deve continuare a rappresentare un presidio strategico per il settore farmaceutico”ha affermato Urso che ha inoltre assicurato la piena disponibilità del Mimit a sostenere ogni iniziativa utile per attrarre nuovi investimenti e valutare anche l’eventuale coinvolgimento di partner industriali in grado di rafforzare il futuro dello stabilimento.
Al tavolo ministeriale hanno partecipato i vertici di Pfizer, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali. L’azienda ha illustrato le motivazioni che hanno portato alla scelta di chiudere le due linee produttive spiegando che le osservazioni emerse durante il confronto saranno sottoposte alla casa madre prima di assumere ulteriori decisioni. I sindacati hanno però ribadito con forza la richiesta di ritirare la procedura di chiusura e di aprire invece un piano di riqualificazione industriale che valorizzi le competenze presenti nello stabilimento e salvaguardi tutti i posti di lavoro.
Il confronto resta dunque aperto. Un nuovo incontro è stato già fissato al ministero per il 24 settembre, quando Governo, azienda e rappresentanze dei lavoratori torneranno a verificare se esistono margini concreti per modificare il piano industriale.
A rafforzare il fronte di chi chiede un cambio di rotta anche la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, che da Catania ha definito la vicenda Pfizer “una vertenza nazionale”. Per la leader sindacale non è accettabile che un territorio come quello etneo perda occupazione in un settore ad alto valore aggiunto come quello farmaceutico. Secondo Fumarola, il destino dello stabilimento riguarda l’intero Paese, perché “il Mezzogiorno rappresenta oggi una componente essenziale della crescita italiana. Difendere produzioni strategiche e occupazione qualificata significa consolidare lo sviluppo del Sud e offrire ai giovani opportunità concrete senza costringerli a lasciare il territorio”.
Sara Martano

