L'interesse di tre gruppi internazionali per lo stabilimento Pfizer di Catania apre una possibile prospettiva di reindustrializzazione del sito e di salvaguardia occupazionale per i 330 lavoratori coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno accolto positivamente l’interesse manifestato dai potenziali investitori, chiedendo una proroga dei tempi della procedura per consentire di approfondire le prospettive di rilancio industriale. Il confronto previsto per oggi al Ministero del Lavoro rappresenta un passaggio importante per verificare la possibilità di allungare i tempi e accompagnare il percorso di reindustrializzazione.
Accanto alla vertenza di Catania, resta però aperta la questione del futuro complessivo di Pfizer in Italia. Carlotta Schirripa, segretaria nazionale Femca Cisl per il comparto chimico-farmaceutico, ha sottolineato che “durante l’incontro, l’azienda non ha chiarito le proprie strategie per il Paese”. In diversi siti del gruppo sono state infatti avviate ulteriori procedure di licenziamento. “Stiamo assistendo a un progressivo abbandono dell’Italia” ha dichiarato Schirripa, chiedendo un confronto sul piano industriale e sugli investimenti. L’obiettivo è capire se Pfizer intenda ridurre ulteriormente la propria presenza nel Paese oppure rilanciare le attività e gli investimenti. Per la Femca lo stabilimento di Catania rappresenta un patrimonio industriale da preservare, grazie alle competenze maturate in oltre quarant’anni di attività nel settore farmaceutico. Il sindacato chiede quindi che l’interesse dei tre gruppi internazionali si traduca in un percorso concreto, capace di tutelare l’occupazione e garantire un futuro produttivo al sito etneo.
Sara Martano

