La portualità ionica è snodo strategico nel Mediterraneo per traffici navali di merci e di energia tra l’Europa, i mercati africani e quelli asiatici; è epicentro geografico di rotte rapide per i Balcani e l’Oriente e riveste valore essenziale nel processo di transizione industriale del territorio che punta decisamente alla valorizzazione di tutti i propri settori produttivi peculiari, superando la monocultura dell’acciaio. Tuttavia, la compresenza di distinte criticità ha impedito, finora, di liberare finanziamenti e progetti per ridare dinamicità produttiva ad una infrastruttura di 3,4 milioni di mq, la cui attività è oggi ridotta ai minimi termini, a causa peraltro della diminuita attività siderurgica nella ex Ilva-ADI. E’ anche per questo che, da dodici anni, 307 portuali “ex TCT” percepiscono l’indennità di mancato avviamento al lavoro (IMA), che il Governo proroga entro ogni 31 dicembre. “Ad aprile 2024 in virtù del Protocollo d’intesa tra Regione Puglia, AdSP MI e sindacati, venne aggiornato il catalogo per interventi efficaci di upskilling e di reskilling dei suddetti lavoratori - puntualizza Gianluca Semitaio, segretario Fit Cisl Taranto - ed è legittimo oggi chiedersi se, la stessa proposta formativa, possa avere ricadute occupazionali immediate. Reputiamo, dunque, necessario conoscere ad horas dalla Regione quale sarebbe la percentuale di occupabilità”.
I corsi formativi si collocano in un contesto di concessioni già avviate, a partire dalla “San Cataldo Containers Terminal” che, con circa 150 lavoratori portuali, svolge un ottimo lavoro, per cui non si comprende perché, oltre ai dragaggi, non si riescano a consolidare traffici sul terminal. “Quanto alla Piattaforma Logistica “Domenico Daraio” rilasciata alla Vestas, dove l’impresa danese sta eseguendo lavori per accogliere, manovrare e stoccare le grandi pale V236-15.0 MW - osserva ancora Semitaio - chiediamo un tavolo tecnico, per rivedere i piani industriali e far rispettare le condizioni inserite nel titolo concessorio, in merito alla possibilità di approvvigionarsi di forza lavoro direttamente dal bacino dei nostri portuali, anche in considerazione dell’avvio dei richiamati corsi di formazione”.
Per Antonio Baldassarre, segretario generale Cisl Taranto Brindisi “il Governo dica come intende procedere su quanto disposto dal Decreto Energia Mase-Mit che prevede per Taranto un investimento di 28 mln per l’hub energetico di realizzazione di impianti eolici Off-Shore per il triennio 2025-2027 ma di cui sembrano essersi perse le tracce. E se intende far tesoro dell’ulteriore investimento da 150 milioni di euro per rafforzare la filiera dell’eolico offshore e creare fino a 1.600 posti di lavoro, come da recente proposta presentata da Renexia, società del Gruppo Toto. Tali opportunità consentirebbero già soluzioni occupazionali nel bacino portuale ionico che oggi è in ginocchio ed inciderebbe positivamente nella soluzione di altre vertenze, a partire dal settore siderurgico. Inoltre, è proprio per il delicato momento storico vissuto da questo territorio che dovrebbero mettersi in campo strumenti fiscali ad hoc, agevolando le aziende che volessero assumere personale tra i 40 e 60 anni di età che usufruiscono dell’Ima o di ammortizzatori sociali”.
La Cisl e la Fit Cisl hanno, frattanto, continuano a sollecitare le istituzioni territoriali ed i parlamentari ionici a supportare la richiesta già rivolta al Governo nazionale, di proroga dell’IMA per gli “ex TCT” di almeno altri 30 mesi, in attesa della conclusione dei corsi di formazione, necessari per un loro rientro graduale nel mondo del lavoro.
Massimo Caliandro

