E' molto positiva la convocazione del tavolo da parte della Conferenza delle Regioni, alla presenza del Presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità, del Coordinatore della Commissione Salute e del Capo di Gabinetto del Ministro della Salute. Si tratta di un primo passo, ma ora servono risposte concrete. Le misure devono tutelare lavoratrici e lavoratori, non continuare a favorire le imprese. Dal ministero è arrivata l'indicazione che il decreto PA potrebbe prevedere un aumento dei valori dei DRG, ma resta da chiarire se sarà introdotto il vincolo che chiediamo: convocazione del tavolo da parte della Conferenza delle Regioni”. Lo dichiarano i segretari generali di Fp Cgil, Cisl FP e Uil Fp, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi. “Abbiamo ribadito che non è più accettabile che strutture private accreditate e finanziate con risorse pubbliche possano continuare a negare il rinnovo dei contratti. Per questo chiediamo che il rispetto dei contratto diventi un requisito obbligatorio per ottenere e mantenere l'accreditamento. La qualità delle cure passa inevitabilmente attraverso la qualità del lavoro. Non può esserci una sanità privata accreditata che continua a crescere grazie alle risorse pubbliche mentre oltre 300 mila lavoratrici e lavoratori attendono da anni il rinnovo del proprio contratto. Garantire diritti, salari dignitosi e contratti rinnovati significa garantire anche un servizio migliore ai cittadini. Abbiamo inoltre ribadito la nostra contrarietà all'esclusione delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata e delle RSA dall'indennità di vacanza contrattuale prevista dal decreto Lavoro. È una scelta che rischia di legittimare, anche in futuro, ulteriori ritardi nei rinnovi contrattuali e di lasciare senza tutele chi opera ogni giorno in un settore essenziale. Non avendo ricevuto risposte concrete sulle questioni poste dalle organizzazioni sindacali, confermiamo il presidio del 24 luglio davanti al Ministero della Salute, riservandoci di mettere in campo ulteriori e più incisive iniziative di mobilitazione fino alla conquista del rinnovo contrattuale", concludono Bozzanca, Chierchia e Longobardi. "Il Servizio sanitario nazionale deve tornare stabilmente al centro delle priorità del Paese - afferma la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola. Negli ultimi anni sono aumentate le risorse, ma veniamo da una lunga stagione di sottofinanziamento i cui effetti non si cancellano in poco tempo. Le conseguenze le conosciamo: carenze di personale, liste d’attesa troppo lunghe, un sistema-lavoro sotto pressione e cittadini costretti a rivolgersi al privato per curarsi in tempi ragionevoli". "Quando la possibilità di curarsi dipende dalle disponibilità economiche, viene intaccato uno dei principi fondamentali della Costituzione, che nell'articolo 32 riconosce la salute come diritto universale della persona" ha aggiunto la leader Cisl che ha messo al centro del dibattito la dignità e la valorizzazione del personale sanitario, sia pubblico che privato, sottolineando il legame indissolubile tra la qualità delle prestazioni e le condizioni di chi le eroga. Non esiste buona sanità senza buon lavoro. Non possiamo chiedere a medici, infermieri e a tutte le professionalità del sistema di sostenere indefinitamente carenze di organico, turni pesanti e condizioni che determinano abbandoni. Servono assunzioni, stabilizzazioni, formazione e buoni contratti. A febbraio abbiamo firmato il contratto 2022-24 dell’Area Sanità, ora va chiuso rapidamente il triennio 25-27 - ha sottolineato la numero uno della Cisl. Ma per la sanità privata e le RSA la situazione è intollerabile: oltre 300mila lavoratori aspettano il rinnovo da 8 e 14 anni. Parliamo di persone che svolgono ogni giorno un lavoro essenziale, assistono anziani e persone non autosufficienti, si prendono cura dei pazienti e garantiscono servizi che fanno parte a tutti gli effetti del sistema sanitario e sociosanitario del Paese. Sosteniamo con convinzione la mobilitazione del 24 luglio della Cisl Fp e la battaglia unitaria per arrivare finalmente al rinnovo dei contratti della sanità privata. Non possiamo accettare un sistema - conclude Fumarola - nel quale si pretende qualità delle cure mentre si rinvia indefinitamente il riconoscimento economico e professionale di chi quelle cure garantisce".
Ce.Au.

