Pieno sostegno alla Cisl Fp e ai lavoratori che hanno scioperato oggi per rivendicare il diritto al rinnovo del contratto della Sanità Privata, negato da 8 anni, e delle Rsa, fermo da 14. E’ quanto sottolinea sui profili social la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola.
"Non è più tollerabile che chi garantisce ogni giorno assistenza, cura e dignità alle persone continui a pagare il prezzo di ritardi e inerzie ingiustificabili", aggiunge la leader Cisl.
"Chiediamo alle associazioni datoriali e alle istituzioni un atto di coerenza e responsabilità: si sblocchino le trattative e si diano risposte concrete a chi, con professionalità e dedizione, sostiene una parte essenziale del nostro sistema sanitario e sociosanitario.
Riconoscere e valorizzare il loro lavoro significa difendere la qualità dei servizi, tutelare i diritti dei lavoratori e rafforzare un pilastro fondamentale di coesione e giustizia sociale" conclude Fumarola. “La straordinaria partecipazione di oggi in Piazza Santi Apostoli, segna un punto di non ritorno nella vertenza per il rinnovo dei contratti della sanità privata e delle RSA. 300mila lavoratrici, lavoratori e professionisti hanno fatto sentire la propria voce, rappresentati dalle migliaia di persone accorse in piazza e dalle tantissime altre che, a causa degli obblighi di legge, sono dovute restare nei luoghi di lavoro per garantire i servizi essenziali, pur indossando i simboli della mobilitazione. Parliamo di una partecipazione allo sciopero che si attesta al 70%, al netto di chi era in servizio per gli obblighi di legge, e il comparto ora esige risposte immediate e non più rinviabili sia dalle controparti AIOP e ARIS, sia dal ministero della Salute e dalla Conferenza delle Regioni”. Lo dichiarano, in una nota unitaria, i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi, a margine della manifestazione di oggi Roma, in Piazza Santi Apostoli.
“Siamo di fronte a un paradosso insostenibile che oggi abbiamo denunciato con forza sul palco, davanti alle istituzioni - spiegano i segretari. I dati dell'analisi aggregata dei bilanci dei maggiori operatori privati raccontano di un settore che nel 2023, anno della rilevazione di Mediobanca, ha toccato la cifra record di 12,02 miliardi di euro di fatturato netto, con una crescita strutturale del 15,5% rispetto al 2019. Parliamo di aziende che hanno visto raddoppiare l'utile netto in un solo anno, raggiungendo i 449 milioni di euro, e che dispongono di una liquidità immediata che sfiora gli 1,8 miliardi. È inaccettabile che questa "età dell'oro" venga costruita sulla pelle di chi aspetta il rinnovo”. Nel merito della protesta, i sindacati sottolineano l'insostenibilità del dumping contrattuale applicato dai grandi gruppi: “Non è più tollerabile il differenziale salariale mensile che separa lavoratrici, lavoratori e professionisti del privato da un collega del pubblico, a parità di inquadramento e responsabilità. Mentre nel SSN sono stati rinnovati ben tre contratti collettivi, questo blocco decennale del privato ha permesso all'inflazione di divorare il potere d'acquisto dei salari, costringendo i lavoratori a pagare una vera e propria tassa occulta per finanziare la crescita di queste imprese irresponsabili. Se il privato accreditato vuole essere al fianco del Servizio Sanitario Nazionale, deve garantire lo stesso rispetto e la stessa dignità normativa e salariale garantita nel settore pubblico”.
“Chiediamo ora al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni un intervento normativo chiaro e tempestivo - concludono Bozzanca, Chierchia e Longobardi”.
Ce.Au.

