Si chiude con un mancato accordo il tentativo di conciliazione sul rinnovo del contratto della sanità privata. L’incontro, richiesto dalle organizzazioni sindacali e svoltosi presso il Ministero del Lavoro, non ha prodotto alcun passo avanti. Le segreterie nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl annunciano che nei prossimi giorni saranno definite “tutte le procedure conseguenti”, inclusa la comunicazione alla Commissione di Garanzia della data di uno sciopero nazionale. Al centro dello scontro il rinnovo del contratto nazionale di lavoro della Sanità Privata Aiop- Aris. Secondo i sindacati, le associazioni datoriali Aiop e Aris avrebbero ribadito la propria indisponibilità ad avviare il tavolo negoziale, subordinando l’apertura della trattativa alla garanzia della copertura integrale dei costi contrattuali da parte delle Regioni.
Una posizione giudicata “ingiustificata” e “non conforme alle prerogative sindacali”, oltre che incompatibile con le condizioni del personale, già provato da anni di stagnazione salariale e dall’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione. Per le tre sigle, si ripropone così un blocco negoziale che in passato ha determinato ritardi significativi nel riconoscimento dei diritti retributivi dei lavoratori della sanità privata, impegnati quotidianamente nel garantire i livelli essenziali di assistenza previsti dall’articolo 32 della Costituzione. Non meno complesso il quadro relativo ai contratti delle Rsa. Sebbene i tavoli siano formalmente aperti, la distanza tra le richieste sindacali e le proposte datoriali resta ampia. Le organizzazioni auspicano di arrivare in tempi brevi a un contratto unico di settore, ritenuto uno strumento necessario per superare frammentazioni e disparità di trattamento.
Nel mirino dei sindacati anche la scelta di Aiop e Aris di non assumere, a loro avviso, le responsabilità proprie dei datori di lavoro. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono un intervento urgente del Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni per definire regole di accreditamento che vincolino le strutture che erogano servizi pubblici all’applicazione dei contratti di settore. Le strutture accreditate, ricordano, beneficiano di finanziamenti regionali ma in alcuni casi applicano contratti diversi o ne ritardano il rinnovo, con ripercussioni sia sul personale sia sugli utenti.
Parallelamente, nei territori sono state richieste ispezioni nelle strutture accreditate per verificare organici e applicazione delle delibere regionali, alla luce di un esodo di personale che starebbe determinando gravi carenze negli organici. La mobilitazione, concludono i sindacati, dovrà essere “ampia, visibile e determinata” per riportare al centro dell’agenda politica e istituzionale le rivendicazioni dei lavoratori della sanità privata e delle Rsa. Lo sciopero nazionale appare ora come l’esito più probabile di una vertenza che si annuncia lunga e conflittuale.
Sara Martano

