La vertenza Saxa entra in una fase decisiva e, ancora una volta, al centro della discussione ci sono il futuro di centinaia di lavoratrici e lavoratori e la salvaguardia di un importante patrimonio industriale del Paese. Il Tribunale competente ha infatti respinto l’istanza di accesso alla procedura di amministrazione straordinaria, ritenendo non soddisfatto il requisito dimensionale previsto dalla normativa, disponendo contestualmente la liquidazione giudiziale con esercizio provvisorio.
Una decisione che, se da un lato consente la prosecuzione dell’attività produttiva negli stabilimenti di Roccasecca, nel Frusinate, e Gualdo Tadino, in Umbria, dall’altro lascia aperte forti preoccupazioni sul destino occupazionale dell’intero gruppo. Il tema è stato affrontato nel corso dell’ultimo tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove Governo e parti sociali hanno fatto il punto sulla situazione. Per le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil la priorità assoluta resta la difesa dell’occupazione e la continuità produttiva.
I sindacati hanno ribadito la necessità di costruire un percorso che garantisca la piena occupazione di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, evitando che la procedura giudiziaria si traduca nell’ennesimo prezzo pagato da chi ogni giorno assicura la produzione e mantiene in vita gli stabilimenti. Le sigle di categoria hanno inoltre richiamato l’urgenza di prorogare gli ammortizzatori sociali, alcuni dei quali sono ormai prossimi alla scadenza. Un passaggio ritenuto fondamentale per evitare che l’incertezza si trasformi rapidamente in una pesante emergenza sociale per le famiglie coinvolte.
Dal ministero è arrivata la conferma dell’avvio delle interlocuzioni con i liquidatori nominati dal Tribunale per individuare tutte le possibili soluzioni in grado di assicurare la continuità produttiva e preservare i livelli occupazionali. Un segnale considerato positivo, ma che dovrà tradursi rapidamente in atti concreti. Per il sindacato il tempo delle rassicurazioni non è più sufficiente. Servono impegni precisi, una strategia industriale credibile e il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali affinché gli impianti possano continuare a produrre e mantenere il proprio ruolo nel settore della ceramica.
La vertenza Saxa rappresenta infatti molto più della crisi di una singola azienda: riguarda il futuro di due territori, dell’indotto e delle competenze costruite in anni di lavoro. Per questo le organizzazioni sindacali confermano la volontà di proseguire la mobilitazione e il confronto sui tavoli nazionali e territoriali. Il prossimo appuntamento è già fissato per il 7 settembre al Mimit. In quella sede saranno presenti anche i liquidatori giudiziali e ci si attende un confronto decisivo per comprendere quali prospettive possano aprirsi per il Gruppo Saxa.
Nel frattempo la produzione continua, ma tra i lavoratori prevalgono attesa e preoccupazione. La richiesta che arriva con forza dalle fabbriche è chiara: difendere il lavoro, garantire il reddito delle famiglie e costruire una soluzione industriale capace di assicurare un futuro stabile agli stabilimenti di Roccasecca e Gualdo Tadino.
Sara Martano

