Oltre 8 mila addetti fra diretti e indiretti, una produzione che rappresenta il 4,4% della cantieristica navale italiana. Il settore può diventare traino e volano della crescita del Mezzogiorno, ma solo se si investe nelle nuove tecnologie, nella sfida delle transizioni ecologiche e si realizzano le infrastrutture attese da tempo. Nell’Isola la grande cantieristica navale conta due filoni non concorrenti ma complementari, la navalmeccanica a Palermo e la cantieristica specializzata e di nicchia tra Trapani, Messina e Siracusa, altamente specializzate nelle lavorazioni in alluminio, nella costruzione di imbarcazioni veloci, e tanto altro.
Da qui proposte presentate dalla Fim Cisl Sicilia sul rilancio del settore a partire da un tavolo regionale permanente della cantieristica navale tra sindacati, Regione Siciliana, le Autorità di Sistema Portuale e le aziende del settore; un Polo Formativo della Navalmeccanica Siciliana per affrontare il tema della distanza tra domanda e offerta di lavoro; il pieno sfruttamento della ZES Unica; il completamento dei bacini e infrastrutture portuali (il bacino di carenaggio da 150 mila tonnellate a Palermo e l’adeguamento delle banchine a Trapani e Augusta come precondizioni essenziali per catturare la domanda di refit pesante e assemblaggio dell’eolico offshore) e la leadership nel campo della green shipping e floating wind (eolico galleggiante) per sviluppare competenze nella costruzione e gestione di imbarcazioni di servizio in alluminio (CTV) e di navi a basse emissioni garantirà competitività di lungo periodo nel mercato internazionale. Le realtà principali in Sicilia sono dunque Fincantieri Palermo , Trapani Shipyard / Liberty Lines Arsenale Augusta e Messina (Intermarine, Rodriquez). “Palermo torna a costruire, Trapani cresce. Si comprende allora perché il settore è di grande interesse per il futuro della nostra regione, in un momento di grandi cambiamenti dobbiamo essere in grado di governare per non rischiare la coesione sociale” ha affermato il segretario generale Fim Cisl Sicilia Piero Nicastro. Un ruolo fondamentale nel rilancio del settore lo ricopre la contrattazione di secondo livello. Le aziende presenti ad un incontro voluto dalla Federazione, hanno confermato il rilancio delle realtà territoriali di Palermo e Trapani punti di riferimento nazionali e internazionali dei due filoni della cantieristica siciliana. Ma bisogna affrontare i temi delle infrastrutture da realizzare e della formazione dei lavoratori, partendo dal confronto continuo con le parti sociali.
Per il segretario generale Cisl Sicilia Leonardo La Piana: “Il futuro della cantieristica siciliana si gioca sulla capacità di governare le transizioni e di trasformarle in sviluppo, investimenti e lavoro di qualità”. Per la Cisl è indispensabile che si guardi a tutto il settore industriale nell'Isola, verso una direzione che è quella tracciata dal Libro Verde della Cisl, ovvero una politica industriale di lungo periodo, fondata sulla partecipazione, sulla formazione, sulla sicurezza e sulla qualità del lavoro. Per il segretario nazionale Fim Cisl Massimiliano Nobis, “il sostegno al settore nell’Isola può avere un effetto positivo sull’intero Paese. L’approccio di sistema proposto dalla Fim e Cisl Sicilia per rilanciare il comparto è condizione necessaria. La cantieristica navale dopo il tremendo periodo del Covid ha ripreso a crescere, anche settore civile e commerciale. Un rilancio produttivo e occupazionale che può strutturare una presenza industriale di qualità nel medio lungo periodo”.
Angela Di Marzo

