I dati Fim Cisl sulla produzione italiana di Stellantis nei primi tre mesi dell’anno fotografano una un’inversione di tendenza rispetto all’anno nero del 2025. L’aumento produttivo, attestato al +9,5%, lascia intravedere la ripresa e soprattutto un certo ottimismo. Nel primo trimestre sono state prodotte 120.366 unità tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 109.900 dello stesso periodo del 2025. La produzione di autovetture registra un aumento del +22%, raggiungendo 73.841 unità, mentre quella dei veicoli commerciali segna una flessione del -5,8%, attestandosi a 46.525 unità. Il risultato positivo delle autovetture è determinato in larga parte dal lancio produttivo, avvenuto nell’ultimo trimestre, della 500 ibrida a Mirafiori e della nuova Jeep Compass a Melfi. Questi modelli hanno consentito di recuperare parte delle perdite registrate nel 2025, senza tuttavia permettere il ritorno ai volumi degli anni precedenti.
Per quanto riguarda gli stabilimenti di assemblaggio auto, solo Cassino (-37,4%) continua a perdere volumi anche rispetto al 2025. In crescita, invece: Melfi (+92,5%), Torino Mirafiori (+42,4%), Pomigliano (+6,7%) e Modena. Lo stabilimento Sevel di Atessa, pur rimanendo quello con i maggiori volumi produttivi (circa 46.525 unità, pari al 39% della produzione italiana), registra una flessione del -5,8% rispetto al primo trimestre 2025, dovuta principalmente all’adeguamento della capacità produttiva legato alla nuova verniciatura.
La ripresa dei volumi rappresenta un segnale importante rispetto all’andamento degli ultimi due anni negativi, durante i quali le produzioni si sono quasi dimezzate rispetto alle 751.384 unità del 2023. Il 2026 dovrebbe beneficiare anche della produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della nuova Jeep Compass e della DS8. Nel corso dell’anno si aggiungeranno anche le nuove produzioni di DS7 e Lancia Gamma. “È prevedibile - ha spiegato il segretario generale Fim Cisl, Ferdinando Uliano durante la presentazione del report - che il livello produttivo possa essere superiore a quello del 2025, intorno a 500 mila veicoli complessivi con le auto sopra le 300 mila. Tuttavia, un eventuale avvicinamento ai volumi del 2023 dipenderà in larga misura dalla tenuta dei modelli già presenti negli stabilimenti e dal riscontro dei nuovi modelli sul mercato. Resta inoltre motivo di preoccupazione il quadro economico internazionale”.
Sul piano occupazionale, fatta eccezione per Cassino, sempre nel corso del 2026 dovrebbe esserci una riduzione sensibile dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali e in alcune situazioni una crescita occupazionale con nuovi inserimenti che secondo la Fim dovranno essere trasformati a tempo indeterminato una volta stabilizzata la situazione produttiva. Tra gli stabilimenti in crescita, spicca il Polo Produttivo Torinese con 14.040 unità prodotte nel primo trimestre, in aumento del 42,4% rispetto alle 9.860 del 2025. Lo stabilimento lucano di Melfi registra la crescita percentuale più elevata: +92,5%, con 17.110 unità prodotte contro le 8.890 del primo trimestre 2025. Eppure, il confronto con il passato è impietoso: nel primo trimestre 2019 Melfi produceva oltre 66.000 unità. Inoltre, a partire dal 2021 circa 2.510 lavoratori hanno lasciato l’azienda su base volontaria incentivata, riducendo l’organico a 4.500 unità. Pomigliano si conferma il principale polo produttivo di autovetture in Italia, con 39.570 unità nel primo trimestre 2026 (+6,7%), pari al 54% della produzione nazionale di auto. La Panda, con 34.900 unità, rappresenta da sola il 47% della produzione italiana di autovetture del Gruppo, ma non ha ancora recuperato i livelli del 2024.
Ora i fari della Fim sono puntati sull’appuntamento del 21 maggio prossimo, data in cui Stellantis presenterà il nuovo piano industriale per l’Italia. “Il piano del dicembre 2024 - ha sottolineato Uliano - che prevedeva nuovi modelli per Pomigliano, Melfi, Mirafiori e Cassino si è rivelato insufficiente e, in alcuni casi, già superato dagli eventi. La Fim Cisl chiede un confronto rapido, concreto e partecipato, basato su nuovi investimenti, nuovi modelli, un deciso rilancio della ricerca e sviluppo e la centralità della filiera italiana dell’indotto”. La partita industriale e occupazionale di Stellantis in Italia è ancora aperta. Il 21 maggio dirà molto su quale futuro il Gruppo intende costruire per i suoi 17.000 dipendenti negli stabilimenti italiani.
Rocco Zagaria

