La fotografia scattata dalla Fim Cisl sulla produzione di Stellantis in Italia nel 2025 è impietosa. I numeri parlano chiaro: appena 379.706 veicoli complessivi, tra auto e commerciali, con un tonfo del 20% rispetto al 2024 e livelli produttivi tornati a quelli degli anni ’50. ll dato che colpisce di più è quello delle autovetture: solo 213.706 unità prodotte in tutti gli stabilimenti italiani del gruppo, con un calo del 24,5% rispetto al 2024, mentre i veicoli commerciali, attestati sulle 166 mila unità, hanno registrato un -13,5%. “Il risultato - ha spiegato il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Ulano, che ha illustrato il report su Stellantis, insieme al segretario generale della Fim Cisl Torino-Canavese, Rocco Cutrì, e al responsabile nazionale automotive, Stefano Boschini, nella sede Cisl di Torino - avrebbe potuto essere ancora peggiore. Il lancio produttivo nell’ultimo trimestre della 500 ibrida a Mirafiori e della Nuova Jeep Compass a Melfi ha infatti consentito di recuperare parte della perdita, che sarebbe stata ben più consistente alla luce del crollo di circa un terzo delle produzioni auto registrato nei primi nove mesi dell’anno. Anche i veicoli commerciali hanno fornito un contributo positivo, recuperando circa 10 punti percentuali nell’ultimo trimestre del 2025”. Sul fronte degli stabilimenti, solo Mirafiori (+16,5%) registra un dato positivo rispetto al 2024. Tutti gli altri siti mostrano perdite a doppia cifra, comprese tra il -13,5% di Atessa e il -47,2% di Melfi. Le produzioni si sono quasi dimezzate rispetto al 2023, quando si attestavano a 751.384 veicoli, nonostante nei tavoli ministeriali fosse stato indicato l’obiettivo di 1 milione di unità. Questa flessione particolarmente significativa ha portato quasi la metà della forza lavoro del Gruppo a essere interessata da ammortizzatori sociali. Il 2026 dovrebbe beneficiare della produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della DS8 e della Nuova Jeep Compass. Nel corso dell’anno si affiancheranno anche le nuove produzioni di DS7 e Lancia Gamma. Tali volumi dovranno compensare l’uscita di produzione, avvenuta nel corso del 2025, di Renegade e 500X, che complessivamente avevano inciso per poco più di 15.000 vetture. Mirafiori rappresenta l’unica nota positiva: +16,5% rispetto al 2024, con 30.202 veicoli. Merito della 500 ibrida, partita a novembre con 4.580 unità in poco più di un mese. “Le nuove 400 assunzioni, seppure al momento a tempo determinato - ha sottolineato il segretario generale fim Cisl Torino-Canavese, Rocco Cutrì - rappresentano una decisa inversione di tendenza per lo storico stabilimento torinese di Stellantis. È un inizio e noi ci aspettiamo la stabilizzazione di questi nuovi lavoratori attraverso l’aumento della produzione. E vogliamo risposte anche sulle altre attività fondamentali del polo torinese come gli Enti centrali, la ricerca e lo sviluppo e il dipartimento di economia circolare. Per ora siamo solo agli annunci, ma servono nuovi progetti, studi e modelli da assegnare a questi settori aziendali del gruppo”. Tra le ferite aperte c’è quella di Termoli, con la Gigafactory sospesa. L’assegnazione del cambio EDCT nel primo semestre 2026, con 250-300 lavoratori, è un cerotto su un’emorragia. Senza batterie o nuovi motori, i 1.800 lavoratori diretti e l’intero tessuto molisano rischiano il collasso. E infine l’Europa e in nuovo Piano industriale di Stellantis. Uliano non usa mezzi termini: “Serve un nuovo piano industriale, subito. Quello presentato a dicembre 2024, dopo lo sciopero del 18 ottobre e l’uscita di Carlos Tavares, va rafforzato e anticipato. La revisione del regolamento UE sulle emissioni, che dal 2035 permette di ridurre la CO₂ del 90% invece del 100%, aprendo a ibridi e range extender, è un primo passo. Ma non basta. Serve un piano industriale europeo espansivo, un nuovo fondo Next Generation EU per l’automotive, investimenti massicci in ricerca e sviluppo”.
Rocco Zagaria

