Mercoledì 20 maggio 2026, ore 6:43

Automotive

Stellantis rilancia Pomigliano con la nuova E-Car

Il futuro industriale di Pomigliano passa dall’elettrico, ma il sindacato chiede prudenza, confronto continuo e soprattutto garanzie concrete per tutti gli stabilimenti italiani del gruppo Stellantis. È questo il messaggio emerso dall’incontro tra i vertici europei dell’azienda e le organizzazioni sindacali, durante il quale è stata illustrata un’anticipazione del nuovo piano industriale che sarà presentato ufficialmente domani dal Ceo Antonio Filosa. La novità più importante riguarda lo stabilimento campano, dove dal 2028 sarà prodotta una nuova piattaforma di E-Car: vetture elettriche compatte e popolari, con un prezzo inferiore ai 15mila euro. Un segmento strategico, rimasto finora scoperto dal gruppo automobilistico e considerato decisivo per aumentare la diffusione della mobilità elettrica in Europa. Per la Fim si tratta di un segnale positivo, ma ancora insufficiente. Il segretario generale Ferdinando Uliano ha accolto con favore la scelta di investire su Pomigliano, sottolineando però la necessità di accelerare i tempi di realizzazione e di coinvolgere pienamente lavoratori e sindacati in tutte le fasi.

"L’assegnazione di questa nuova E-Car a Pomigliano va nella direzione giusta - afferma - ma abbiamo chiesto di anticipare i tempi di lancio produttivo. È un modello competitivo in una fascia di mercato nella quale Stellantis risultava scoperta”. Secondo Uliano la nuova city car elettrica potrebbe rappresentare una svolta industriale importante, anche perché Stellantis avrebbe confermato l’utilizzo di componentistica europea per oltre il 70%. Contestualmente è stata confermata la prosecuzione produttiva della Fiat Pandina ibrida e della sua futura evoluzione. Una scelta che dovrebbe consentire allo stabilimento di mantenere una doppia anima produttiva, puntando contemporaneamente su motorizzazioni ibride ed elettriche. Tuttavia il sindacato non nasconde le preoccupazioni. I tempi sono considerati troppo lunghi e restano forti incertezze sulle ricadute occupazionali e sull’indotto, che continua a vivere una fase estremamente delicata. “A regime si potrebbe arrivare finalmente alla piena occupazione - continua Uliano - ma abbiamo l’esigenza di monitorare l’attuazione del piano, tanto più che i tempi di realizzazione sono ancora lunghi”.

La preoccupazione maggiore riguarda  la tenuta complessiva del sistema industriale italiano di Stellantis. Il caso più critico resta quello di Cassino, per il quale l’azienda avrebbe ammesso di non essere ancora pronta a presentare un piano operativo dettagliato. “Non accetteremo la dismissione di nessun sito italiano”,  ribadisce il sindacalista  chiedendo “un impegno molto forte” per garantire prospettive produttive e occupazionali allo stabilimento laziale. Il confronto di domani viene quindi considerato un passaggio decisivo non solo per Pomigliano, ma per l’intero futuro dell’automotive italiano. I sindacati chiedono che quella data rappresenti l’inizio di un confronto permanente su tutti gli stabilimenti del gruppo, intanto Stellantis si impegna ad aprire tavoli di approfondimento sulle singole realtà produttive per valutare nel dettaglio gli effetti industriali e occupazionali del nuovo piano.

Sara Martano
 

( 19 maggio 2026 )

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