Un piano da 12 miliardi di dollari fino al 2034, ma adesso la partita si sposta sulle garanzie occupazionali. È questo il punto emerso dall’ultimo incontro al Mimit sul futuro dei siti italiani di STMicroelectronics. L’azienda ha confermato gli elementi principali del piano industriale già illustrato lo scorso luglio e ha ribadito la volontà di non procedere a esuberi né ad azioni unilaterali. Dei 12 miliardi di dollari previsti per gli investimenti fino al 2034, circa 4 miliardi arriveranno da risorse pubbliche. Un impegno di lungo periodo che coinvolge in particolare i poli di Agrate Brianza, Catania e Cornaredo e che, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe rafforzare il ruolo italiano di STMicroelectronics nella filiera globale dei semiconduttori.
Ad Agrate proseguirà il percorso di transizione produttiva dall’area Ag200 alla nuova Ag300, con l’obiettivo di arrivare a 8 mila fette di semiconduttori alla settimana entro il quarto trimestre del 2027. A Catania, invece, il piano prevede il raggiungimento di 5 mila fette settimanali entro la fine del 2028 nell’impianto Fem1. Per il periodo 2028-2034 l’obiettivo complessivo è una capacità produttiva di circa 34 mila fette alla settimana. A Cornaredo è inoltre confermata l’attuazione del progetto di ricerca Dual Twin. Numeri e prospettive che i sindacati giudicano strategicamente importanti, ma che, secondo la delegazione composta da Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Usb, devono essere accompagnati da impegni precisi sul fronte dell’occupazione. “La conferma del piano industriale 2028-2034 rappresenta un elemento importante per il futuro dei siti italiani - sottolinea Massimiliano Nobis, segretario nazionale Fim Cisl -. Ora però dobbiamo trasformare gli investimenti in garanzie concrete per i lavoratori e per l’occupazione. Il nodo è quello di costruire un accordo quadro che coinvolga, oltre all’azienda e ai sindacati anche Mimit, Mef e le Regioni interessate Lombardia e Sicilia. STMicroelectronics ha proposto di avviare entro settembre 2027 un confronto sulla cosiddetta “gestione sostenibile degli occupati”. Tra le ipotesi indicate figurano percorsi di prepensionamento fino a 48 mesi, incentivi all’esodo volontario e la possibilità di trasferimenti lavorativi, sempre sulla base di candidature volontarie. L’azienda, riferiscono i sindacati, ha comunque confermato la tutela e il mantenimento degli attuali livelli occupazionali fino alla conclusione del piano precisando che eventuali interventi saranno successivi e subordinati alla conferma degli investimenti.
“È fondamentale che qualsiasi percorso di gestione degli organici sia volontario e condiviso - osserva Nobis -. La trasformazione industriale deve essere accompagnata dalla formazione e dalla riqualificazione professionale, senza lasciare indietro nessuno”. Proprio la riqualificazione dei lavoratori è uno dei punti sui quali il sindacato sollecita maggiore chiarezza. In particolare le sigle dei metalmeccanici vogliono conoscere tempi e modalità del percorso destinato ai lavoratori di Ag200 ad Agrate, chiamati a transitare verso le nuove attività di Ag300.
Un altro capitolo riguarda Catania e la disponibilità di acqua necessaria allo sviluppo della capacità produttiva. I sindacati chiedono garanzie sull’attuazione dell’accordo tra STMicroelectronics e Sidra per la fornitura fino a 800 metri cubi necessari alle cosiddette fasi 2 e 3 del progetto, che dovrebbero portare la capacità dello stabilimento a 15 mila fette alla settimana. Per i sindacati la salvaguardia dell’occupazione non può essere legata all’arrivo delle risorse pubbliche. “Gli impegni occupazionali devono essere chiari e non possono dipendere da variabili esterne - sostiene Nobis -. Le risorse pubbliche sono importanti per sostenere gli investimenti, ma devono tradursi in sviluppo industriale, occupazione stabile e competenze”. Restano aperti anche i capitoli relativi alla stabilizzazione dei lavoratori con contratto a termine e ai percorsi professionali Its. Attenzione particolare viene chiesta anche sul monitoraggio dell’occupazione. Secondo i sindacati, l’andamento degli organici e delle assunzioni dovrà essere verificato con le Rsu e mantenuto coerente con l’avanzamento delle diverse fasi del piano industriale.
Sara Martano

