Lunedì 16 febbraio 2026, ore 23:40

Lavoro

Transnova avvia licenziamenti in Campania

La crisi dell’indotto Stellantis entra in una fase drammatica con l’avvio simultaneo delle procedure di licenziamento da parte di Trasnova, Logitec e Tecnoservice, tre aziende che complessivamente impiegano oltre duecento lavoratori nei servizi di logistica e movimentazione dei veicoli. Il segnale più allarmante arriva da Trasnova, che ha comunicato il licenziamento collettivo dei suoi 94 dipendenti attivi negli stabilimenti Stellantis di Torino, Pomigliano d’Arco, Melfi e Piedimonte San Germano, notificando la decisione ai Ministeri competenti, alle Regioni e alle organizzazioni sindacali. La scelta è legata alla scadenza, fissata al 30 aprile, della proroga delle commesse affidate da Stellantis, che ha confermato la cessazione di tutti i contratti senza reinternalizzare il servizio né garantire il passaggio diretto del personale ad altri appaltatori. Trasnova, che opera in regime di monocommittenza, sostiene di non avere alternative: gli esuberi sono definiti “strutturali” e non consentono il ricorso ad ammortizzatori sociali come cassa integrazione, contratti di solidarietà o riduzioni dell’orario, mentre l’assenza di altri cantieri rende impossibile qualsiasi ricollocazione interna. La vertenza, aperta nel dicembre 2024 e sospesa grazie a proroghe successive concesse da Stellantis, torna così a esplodere nel momento più delicato del confronto istituzionale. A rendere il quadro ancora più critico è l’avvio parallelo delle procedure di licenziamento da parte di Logitec, che impiega 90 lavoratori, e Tecnoservice, che ne conta 48, entrambe operanti nell’indotto Stellantis e anch’esse colpite dalla riduzione delle attività. La reazione della Fim Cisl Napoli è durissima, con i segretari Biagio Trapani e Aniello Guarino rispettivamente il primo segretario generale della Fim di Napoli e l’altro segretario provinciale, responsabile del settore automotive per il sindacato, che definiscono “grave e inaccettabile” la decisione delle tre aziende, sottolineando come “scelte unilaterali di questa portata rischino di compromettere il percorso istituzionale seguito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e di aggravare una situazione già pesante per centinaia di famiglie”. I sindacalisti ricordano che la Regione Campania, nell’incontro dell’11 febbraio, si era impegnata a chiedere al Mimit il blocco delle procedure e la sospensione delle lettere di licenziamento, un impegno che appare ora disatteso dalle iniziative aziendali, giudicate in aperto contrasto con il percorso avviato. La Fim Cisl chiede “il ritiro immediato delle procedure e l’attesa della convocazione del tavolo ministeriale, sollecitando un intervento rapido, coordinato e autorevole delle istituzioni per evitare un ulteriore deterioramento del quadro occupazionale”. La vicenda Trasnova, insieme ai casi Logitec e Tecnoservice, si inserisce in un contesto di crescente fragilità dell’indotto Stellantis in Italia, dove la riduzione delle commesse, le riorganizzazioni produttive e l’incertezza sulle strategie industriali stanno mettendo in difficoltà numerose aziende. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il confronto istituzionale riuscirà a frenare un nuovo colpo all’occupazione in un settore già provato da anni di trasformazioni e contrazioni produttive.
Raffaella Cetta

( 16 febbraio 2026 )

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