Una giornata che fino a poche ore fa sembrava destinata a chiudersi con oltre duecento licenziamenti si è trasformata in un passaggio decisivo per la vertenza che coinvolge Trasnova, Logitech e Teknoservice, aziende dell’indotto Stellantis. Nel corso dell’incontro al Ministero del Lavoro, le tre società hanno infatti ritirato le procedure di licenziamento collettivo, aprendo la strada all’utilizzo degli ammortizzatori sociali e a un possibile percorso di reindustrializzazione.Le sigle metalmeccaniche Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e l’Associazione Quadri Fiat parlano di «un risultato importante che evita il licenziamento di oltre 230 lavoratori» e chiedono ora una rapida convocazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’obiettivo è verificare i piani industriali dei due imprenditori che hanno manifestato interesse ad assorbire parte del personale.Il caso più delicato resta quello di Trasnova, società che gestisce servizi logistici negli stabilimenti italiani di Stellantis. L’azienda ha ritirato il licenziamento collettivo per i suoi 94 dipendenti - 53 dei quali impiegati a Pomigliano d’Arco - e ha concesso la cassa integrazione per cessazione attività fino al 31 dicembre. La tensione delle ultime ore non ha lasciato indifferente il territorio. Durante una veglia di preghiera nello stabilimento Euronut di Sperone, il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, ha rivolto un pensiero ai lavoratori Trasnova e alle loro famiglie, sottolineando che “il lavoro non è un elemento accessorio ma parte essenziale della dignità dell’uomo. Chi ha responsabilità deve sentire il dovere di trovare una soluzione». Il ritiro dei licenziamenti non chiude la partita, ma la sposta su un terreno più costruttivo. Ora la sfida sarà verificare la solidità dei progetti industriali presentati, garantire continuità produttiva e costruire un percorso di reimpiego credibile per tutti i lavoratori coinvolti. E di vertenze, crisi aziendali, lavoro povero e salario giusto si parlerà anche nel corso delle manifestazioni che Cgil , Cisl e Uil hanno organizzato su tutti i territori, a cominciare da Caserta dove le vertenze ancora aperte preoccupano non poco i sindacati. Come la Softlab, tutto il settore dell’automotive. Nel salernitano la manifestazione con corteo si terrà a Nocera Inferiore, a Benevento Cgil, Cisl e Uil denunciano l’isolamento delle aree interne che incide pesantemente sulla qualità della vita di cittadini, lavoratori e imprese. A Napoli il comizio sarà concluso dalla segretaria generale della Cisl che insieme ai colleghi di Cgil e Uil ha illustrato i temi della manifestazione in conferenza stampa. “Trentamila giovani all’anno lasciano la Campania. È come se una città intera sparisse ogni dodici mesi. E non è normale. I giovani non scappano, vengono cacciati da una disoccupazione che supera il 30%, dal lavoro precario, da un sistema che non offre prospettive né dignità - ha dichiarato - In un contesto in cui l’intelligenza artificiale corre più veloce delle regole, non possiamo permettere che siano i lavoratori a pagare il prezzo dell’innovazione. Il sindacato deve lottare per contrastare ogni forma di sfruttamento e dumping legalizzato, per nuove tutele universali che promuovano e proteggano la persona nel mercato del lavoro e per un nuovo statuto della persona nel mercato del lavoro che governi in modo equo le transizioni che stiamo vivendo”. Raffaella Cetta

