Dopo mesi di tensioni, trattative e mobilitazioni, la vertenza Valbruna arriva al traguardo. La Provincia autonoma di Bolzano e Acciaierie Valbruna hanno raggiunto l’intesa sulla concessione dei terreni sui quali sorge lo stabilimento siderurgico. L’accordo prevede una concessione d’uso della durata di 30 anni, con possibilità di proroga per ulteriori 30, a condizione che venga mantenuta l’attività siderurgica. Il canone annuo fissato per i compendi industriali ammonta a 1,74 milioni di euro, iva esclusa.
“L’accordo raggiunto rappresenta un passaggio fondamentale per garantire la continuità produttiva e industriale delle Acciaierie Valbruna, una realtà strategica per i territori altoatesino e vicentino e per l’intero sistema industriale nazionale. - afferma il ministro Adolfo Urso -. Ora è fondamentale dare piena attuazione agli impegni assunti, rafforzando la competitività dello stabilimento e valorizzando le competenze di tutti i lavoratori”. “Un risultato che nasce dalla sinergia delle parti coinvolte ma soprattutto dalla grande mobilitazioni dei lavoratori - sottolinea Valerio D’Alò, segretario nazionale Fim -. È stata proprio la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori a sbloccare una vertenza che mai sarebbe dovuta esistere, nata originariamente da un mero cavillo legale legato alle concessioni che ha scatenato una serie di interessi speculativi che avrebbero danneggiato il territorio”. D’Alò chiede che alle parole seguano i fatti. La Fim annuncia infatti che vigilerà sull’attuazione dell’accordo e chiede all’azienda di presentare nel dettaglio il piano industriale destinato a tradurre gli investimenti promessi in nuovi progetti e nuova competitività.
Soddisfazione, ma anche più di una critica, arriva dalla Cisl di Bolzano. Il risultato viene considerato fondamentale per i lavoratori e per il futuro dell’area industriale, ma il sindacato non nasconde le perplessità sul lungo percorso che ha portato alla firma. Riccardo Conte sottolinea la necessità di capire quale sia la strategia della Provincia per l’intera zona industriale. Sul tavolo ci sono infatti 80 milioni di euro già stanziati per la viabilità. Una cifra che apre interrogativi sul futuro dell’area e sulla possibilità di un suo ulteriore sviluppo. “Qui ci sono tre grosse aziende con circa 2mila lavoratori e lavoratrici”, ricorda Conte, chiedendo certezze di lungo periodo. La vicenda Valbruna, insomma, non deve essere considerata un caso isolato. Lo sguardo del sindacato è già rivolto alla prossima partita, quella di Aluminium Bozen, la cui concessione nell’area industriale scadrà nel 2030.
Dall’altra parte del tavolo, Acciaierie Valbruna rivendica con forza la volontà di restare a Bolzano. L’amministratrice delegata Antonella Amenduni Gresele definisce la sottoscrizione della concessione un passaggio importante per assicurare continuità e prospettiva allo stabilimento. L’azienda conferma così la propria volontà di mantenere il radicamento sul territorio e di creare le condizioni necessarie per proseguire l’attività industriale. La priorità, spiega Amenduni Gresele, resta la tutela della forza lavoro e delle professionalità maturate negli anni. Il sito di Bolzano viene considerato una realtà produttiva di assoluto rilievo, da preservare e sviluppare. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher parla della firma come della quadratura del cerchio. Un accordo che, secondo la Provincia, riesce a tenere insieme gli interessi dell’impresa, delle istituzioni e dei lavoratori.
Sara Martano

