Oggi sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori WindTre, proclamato unitariamente da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil. La misura, arrivata all'apice di un mese di blocco degli straordinari e delle reperibilità, si è resa inevitabile a causa dello stallo totale nelle trattative per il rinnovo del contratto integrativo aziendale che interessa quasi 7mila dipendenti a livello nazionale. Al centro dello scontro ci sono condizioni normative ed economiche ferme da ormai troppi anni: il mancato adeguamento dei buoni pasto e delle indennità di reperibilità, un premio di risultato insufficiente, il mancato riconoscimento delle professionalità e degli inquadramenti, oltre al dramma dei part-time involontari e all'urgenza di rafforzare i permessi per la conciliazione tra vita e lavoro. Con trattamenti fermi per larga parte al 2008, la risposta dell'azienda non è più rinviabile. Il contenimento del costo del lavoro - affermano i sindacati - non può essere l'unico criterio con cui gestire e liquidare le giuste pretese delle persone che contribuiscono in prima persona ai risultati e ai profitti di WindTre. Pretendiamo - aggiungono - un confronto serio, capace di valorizzare il lavoro, restituire reale potere d'acquisto alle famiglie e migliorare concretamente le condizioni lavorative. Il welfare aziendale è uno strumento d'aiuto, ma non può e non deve trasformarsi in una scorciatoia per bloccare la crescita dei salari e delle tutele. Convertire quote del premio in welfare senza incrementarne il valore complessivo è una beffa che non risponde alla richiesta di una distribuzione equa della ricchezza prodotta. Allo stesso modo, il rinnovo del contratto nazionale non può diventare un comodo alibi per congelare la contrattazione di secondo livello. All'azienda chiediamo un netto cambio di passo: si riapra il tavolo delle trattative con vera disponibilità e proposte all'altezza della situazione. In Lombardia saremo in prima linea al fianco di lavoratrici e lavoratori per portare avanti questa battaglia fino in fondo: dignità del lavoro, rispetto delle professionalità e salari giusti devono essere le uniche basi per il futuro di WindTre. A Pozzuoli, nel Comprensorio Olivetti, gravi criticità interessano circa 1.200. La protesta assume un significato ancora più rilevante in questa fase, caratterizzata dall'imminente trasferimento dei dipendenti verso una nuova sede provvisoria a Napoli, senza che siano state fornite adeguate garanzie sul futuro organizzativo e industriale dell'azienda.
Ce.Au.

