Riserve strategiche e dichiarazioni tattiche. Il G7 assicura che in caso di emergenza attiverà le riserve strategiche di petrolio (decisione poi parzialmente rientrata) per contenere l'impennata dei prezzi. Donald Trump è stato riportato a consigli più miti. La dichiarazione “tattica” che la guerra con l’Iran “è quasi finita” è servita quantomeno a frenare (per poco) l’ascesa del prezzo del barile. Nel mezzo, la navigazione in mare aperto di un’Europa che spera presto di rafforzare una sovranità che dovrà passare necessariamente per l’indipendenza energetica. Macron preme per la centralità di un nucleare pilotable, decarbonné et disponible, cioé controllabile, a zero emissioni di carbonio e disponibile. La guerra in Iran, del resto, fa notare il presidente francese, aprendo a Parigi il vertice internazionale sull’energia nucleare, è l’ultimo esempio che dimostra come la dipendenza dagli idrocarburi possa “diventare uno strumento di pressione o addirittura di destabilizzazione”. Il nucleare rappresenta il 10 per cento della produzione mondiale di elettricità, con 450 reattori in una trentina di Paesi, con altri 40, tra cui Argentina e Sudafrica, che hanno espresso un forte interesse. Con 57 reattori, la Francia è una delle principali potenze nucleari civili al mondo. L’atomo dice Macron, “è fondamentale per conciliare l'indipendenza, e quindi la sovranità energetica, la decarbonizzazione, e quindi la neutralità carbonica entro il 2050, e la competitività, e quindi la creazione di posti di lavoro nelle nostre economie”. L’obiettivo primario, rileva, “è continuare a migliorare l'uso dell'energia nucleare”, che è ”redditizia e pertinente”. La Francia ha quasi 70 reattori in costruzione e altri 115 progetti in fase di studio. L’invito dell’Eliseo, rivolto “sia al settore pubblico che a quello privato”, è “a investire nel nucleare civile”, considerato il “settore del futuro”. E può esserlo, se però, si elimina la dipendenza dalla Russia, che detiene l’uranio necessario per le centrali. “Dobbiamo diversificare il nostro approvvigionamento”, sostiene Macron. La chiave, avverte, è l’occupazione “illegale” russa della centrale nucleare di Zaporizzja, uno degli oblast contesti tra Mosca e Kiev. La Francia ritiene poi fondamentale l'istituzione di standard internazionali, per consentire l'esportazione di un modello di reattore convalidato da un'autorità per la sicurezza nucleare. Ciò è essenziale per l'avvio dei progetti SMR europei, i reattori modulari piccoli. Al vertice, Ursula von der Leyen, ha annunciato l'istituzione di un fondo di garanzia da 200 milioni per SMR e AMR, i reattori di quarta generazione, progettati per essere costruiti in fabbrica e assemblati in loco. Ancora una goccia nell'oceano rispetto ai 251 miliardi di euro che l'Europa dovrà mobilitare per costruire nuovi reattori e raggiungere i suoi obiettivi di decarbonizzazione e sovranità energetica nei prossimi 25 anni. Il settore ha bisogno di un ampio mercato per essere redditizio e rimanere competitivo di fronte ai rapidi progressi compiuti da cinesi e americani. Il nucleare, in quanto energia “decarbonizzata e controllabile”, osserva Macron, “è essenziale per le sfide poste da intelligenza artificiale, informatica quantistica e data center”.
Pierpaolo Arzilla

