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Da Prato il monito del Papa contro condizioni disumane di vita e di lavoro

E’ iniziata da Prato la visita del Papa in Toscana, dove il pontefice è tornato sui temi a lui più cari: lavoro, accoglienza e ha rimarcato il suo no alla corruzione e all’illegalità. Bergoglio, che si è definito “un pellegrino di passaggio”, ha anche ricordato i sette lavoratori cinesi morti nell’incendio nella fabbrica nella quale lavoravano e dormivano.

(Vedi anche il video realizzato da Raffaella Vitulano per Labor Tv sui cinesi a Prato).

Il Papa ha esortato i pratesi a non restare chiusi nell’indifferenza, ma ad aprirsi. “Ci è chiesto ha detto - di uscire per avvicinarci agli uomini e alle donne del nostro tempo. Uscire, certo, vuol dire rischiare, ma non c’è fede senza rischio”.

Bergoglio ha quindi elogiato gli sforzi della città per includere ed integrare gli stranieri. “Per un discepolo di Gesù - ha detto il Papa a Prato - nessun vicino può diventare lontano. Anzi, non esistono lontani che siano troppo distanti, ma soltanto prossimi da raggiungere. Vi ringrazio - ha aggiunto - per gli sforzi costanti che la vostra comunità attua per integrare ciascuna persona, contrastando la cultura dell’indifferenza e dello scarto. In tempi segnati da incertezze e paure, sono lodevoli le vostre iniziative a sostegno dei più deboli e delle famiglie, che vi impegnate anche ad ’adottarè. Mentre vi adoperate nella ricerca delle migliori possibilità concrete di inclusione, non scoraggiatevi di fronte alle difficoltà. Non rassegnatevi davanti a quelle che sembrano difficili situazioni di convivenza; siate sempre animati dal desiderio di stabilire dei veri e propri ’patti di prossimità, ecco, prossimità, avvicinarsi per essere prossimo”.

Bergoglio ha quindi ricordato i 5 uomini e due donne di cittadinanza cinese morti due anni fa a causa di un incendio proprio nella zona industriale di Prato. “E’ una tragedia dello sfruttamento e delle condizioni disumane di vita e questo non è lavoro degno”, ha detto.

(Servizio completo domani su Conquiste Tabloid)

( 10 novembre 2015 )

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