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Genova

Guido Rossa, che ha reso grande l’Italia

La giornata è iniziata nel peggiore dei modi. Una scritta, quella sì infame, contro Guido Rossa nel centro storico di Genova, la città che si apprestava a ricordare l’operaio dell'Italsider di Cornigliano e sindacalista della Fiom, ucciso proprio 40 anni fa, il 24 gennaio 1979 dalle Brigate Rosse. Fu la prima volta che le Br colpirono un sindacalista, militante del Pci. La condanna a morte era stata decisa quando Rossa denunciò un collega intento a nascondere volantini delle BR dietro un distributore di bevande in fabbrica. E testimoniò contro di lui al processo. L'omicidio di Rossa segnò una svolta nella storia delle Br che, da quel momento si videro ”sbarrate” le porte delle fabbriche del Paese. Ecco perché ”il sacrificio di Guido Rossa non va mai dimenticato”. Ed ecco perché ”sono davvero inquietanti e vergognose le scritte apparse a Genova”, sottolinea la genovese leader della Cisl Furlan che invita a ”non abbassare mai la guardia contro il terrorismo, sconfitto con il contributo determinante degli operai e del movimento sindacale”.

Mercoledì, vigilia dell'omicidio, la celebrazione nello stabilimento ArcelorMittal di Cornigliano, presente il Capo dello Stato. Con Mattarella l’amministratore delegato di Arcelor Mittal Matthieu Jehl, i commissari dell'Ilva, il sindaco di Genova Bucci, il presidente della Regione Liguria Toti, la figlia di Guido Rossa, Sabina, i vertici genovesi di Cgil, Cisl, Uil, Fiom, Fim e Uilm. La celebrazione ufficiale nel magazzino 11, quello che già ospitò Papa Francesco. ”Contro ogni terrorismo, unità fratellanza e accoglienza fra tutti i lavoratori senza distinzione di provenienza, di religione e nazionalità”, le parole riportate sulla targa scoperta al termine delle celebrazioni.

Mattarella ha voluto onorare ”un uomo, un lavoratore, un delegato sindacale, un militante politico che, nel momento in cui forze eversive e oscure portavano il loro assalto sanguinario alla nostra convivenza civile, ebbe il coraggio di non guardare dall’altra parte, di non cedere alla meschinità della paura, di fronte alla minaccia e alla violenza. Ha pagato il prezzo supremo di chi ha voluto tenere fede al valore supremo della Repubblica”. H la Repubblica ”dice grazie a Guido Rossa e a tutti quanti hanno saputo rendere grande il nostro Paese”. Ha aggiunto Mattarella: ”La nostra comunità ha superato la prova grazie alla propria coesione, rafforzata da quelle personalità e da quelle forze politiche e sociali che sono state capaci di ricostruire unità nei momenti cruciali. Grazie alla lungimiranza di uomini di governo e delle istituzioni rappresentative, alla dedizione di uomini delle forze dell’ordine, di magistrati, di sindacalisti, di insegnanti, di tanti cittadini che hanno saputo respingere la barbarie, la violenza, l’odio, la sopraffazione”.

Di fronte a quella stagione di terrorismo, ha sottolineato ancora Mattarella, ”l’azione delle istituzioni per ristabilire piena luce, dove questa è ancora lacunosa, non può fermarsi. Così come una definitiva chiusura di quella pagina richiede che sia resa compiuta giustizia, con ogni atto utile affinché rendano testimonianza e scontino la pena loro comminata quanti si sono macchiati di gravi reati e si sono sottratti con la fuga alla sua esecuzione”.

Intervento significativo anche quello dell’Ad di Arcelor Mittal, Matthieu Jehl: ”L’anno scorso, nella commemorazione che si è svolta nell'officina meccanica, ho letto per la prima volta la scritta in onore di Guido Rossa 'E se fosse da rifare, rifaremmo la stessa cosa'. Io credo che quelle parole siano valide oggi più che mai, anche per la neonata Arcelor Mittal Italia. Perché noi siamo arrivati da pochi mesi ma la storia di questa azienda è grande e noi vogliamo non solo rispettarla ma anche farla nostra, con tutti i suoi valori e le sue tradizioni”. Ha concluso Jehl: ”Erano anni difficili e i sindacati, con i quali abbiamo lavorato in questi mesi in modo proficuo e costruttivo, hanno svolto un ruolo fondamentale. In quegli anni Guido Rossa ci ha insegnato che la perseveranza, il rispetto delle regole e la volontà di agire in modo esemplare sono il faro, anzi qui a Genova la lanterna, che deve ispirare le nostre azioni”.

( 23 gennaio 2019 )

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