Venerdì 2 gennaio 2026, ore 9:34

Primo piano 

Le donne non devono scegliere tra figli e lavoro 

Il numero delle nascite ”è il primo indicatore della speranza di un popolo. Senza bambini e giovani, un Paese perde il suo desiderio di futuro. Lo ha sottolineato Papa Francesco intervenendo agli Stati generali della natalità a Roma. Osserva Bergoglio: ”In Italia l’età media è attualmente di 47 anni e si continuano a segnare nuovi record negativi. Purtroppo, se dovessimo basarci su questo dato saremmo costretti a dire che l'Italia sta progressivamente perdendo la sua speranza nel domani, come il resto d'Europa: il Vecchio Continente si trasforma sempre più in un continente vecchio, stanco e rassegnato, così impegnato ad esorcizzare le solitudini e le angosce da non saper più gustare, nella civiltà del dono, la vera bellezza della vita”. Il Papa chiede una inversione di rotta: ”Nonostante tante parole e tanto impegno, non si riesce a frenare questa emorragia di vita. La questione è complessa, ma questo non può e non deve diventare un alibi per non affrontarla. Serve lungimiranza, che è la seconda parola-chiave. A livello istituzionale, urgono politiche efficaci, scelte coraggiose, concrete e di lungo termine, per seminare oggi affinché i figli possano raccogliere domani. C'è bisogno di un impegno maggiore da parte di tutti i governi, perché le giovani generazioni vengano messe nelle condizioni di poter realizzare i propri legittimi sogni. Si tratta di attuare serie ed efficaci scelte in favore della famiglia”. Francesco fa esempi concreti: ”Porre una madre nella condizione di non dover scegliere tra lavoro e cura dei figli; oppure liberare tante giovani coppie dalla zavorra della precarietà occupazionale e dell'impossibilità di acquistare una casa. È poi importante promuovere, a livello sociale, una cultura della generosità e della solidarietà intergenerazionale, per rivedere abitudini e stili di vita, rinunciando a ciò che è superfluo allo scopo di dare ai più giovani una speranza per il domani, come avviene in tante famiglie. Il futuro di figli e nipoti si costruisce anche con i sacrifici nascosti di genitori e nonni, nel cui abbraccio c'è il dono silenzioso e discreto del lavoro di una vita intera. E d'altra parte, il riconoscimento e la gratitudine verso di loro da parte di chi cresce sono la sana risposta che, come l'acqua unita al cemento, rende solida e forte la società. Questi sono i valori da sostenere, questa è la cultura da diffondere, se vogliamo avere un domani”. Francesco si rivolge quindi alle giovani generazioni: ”So che per molti di voi il futuro può apparire inquietante, e che tra denatalità, guerre, pandemie e mutamenti climatici non è facile mantenere viva la speranza. Ma non arrendetevi, abbiate fiducia, perché il domani non è qualcosa di ineluttabile. Non rassegniamoci a un copione già scritto da altri, mettiamoci a remare per invertire la rotta, anche a costo di andare controcorrente! Come fanno le mamme e i papà della Fondazione per la Natalità, che ogni anno organizzano questo evento, questo ''cantiere di speranza'' che ci aiuta a pensare, e che cresce, coinvolgendo sempre più il mondo della politica, delle imprese, delle banche, dello sport, dello spettacolo e del giornalismo”.
E il presidente della Fondazione per la Natalità Gigi De Paolo è tornato sulla contestazione di giovedì da parte di un gruppo di ragazzi che hanno impedito l’intervento della ministra della Famiglia Roccella. ”Una follia controproducente. È triste constatare che un tema come la natalità, che rappresenta la vera emergenza nazionale e che mette in difficoltà l'intero sistema Paese minacciando la sanità pubblica, il sistema previdenziale, il sostegno alle disabilità e ai più fragili, venga strumentalizzato per ottenere visibilità, soprattutto in periodo di campagna elettorale”. E ieri ancora scontri durante una manifestazione contro gli Stati generali della Natalità. Nel merito, De Palo propone il rafforzamento dell’Assegno unico e la riduzione delle tasse.
Giampiero Guadagni

( 10 maggio 2024 )

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