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Festa del lavoro

Mattarella: parti sociali protagoniste nei momenti cruciali

L'Unione Europea “può fare ancora di più, incrementando il sostegno alle trasformazioni tecnologiche produttive, attivando politiche e risorse proprie dell'Europa sociale per la riqualificazione professionale di chi ha perso lavoro e di chi lo sta cercando. I governi europei sono di fronte alle loro responsabilità”. Ma un grande compito hanno le opinioni pubbliche e le forze espressive della sindacati dei lavoratori, come quelli degli imprenditori, possono esercitare un ruolo importante, di protagonisti, al pari di quanto è avvenuto i momenti cruciali di avanzamento nella nostra vita nazionale, in cui sono stati capaci di interpretare gli interessi generali”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alle celebrazioni per la festa del Primo Maggio al Palazzo del Quirinale. Ha aggiunto Mattarella: ”Questa mattina Cgil, Cisl e Uil stanno celebrando unitariamente a Bologna il primo maggio hanno scelto come tema l'Europa dei diritti sociali. Rivolgo loro il mio saluto, così come a tutte le organizzazioni sindacali che stanno festeggiando la festa dei lavoratori”.

La festa del Primo Maggio, ha sottolineato ancora il capo dello stato, “è una festa della Repubblica e della Costituzione, la quale indica nel lavoro un fondamento di civiltà, condizione di autentica libertà personale, di autonomia delle persone nella costruzione del proprio destino. Senza lavoro rimane incompiuto il diritto stesso di cittadinanza, la dignità dell'individuo ne rimane mortificata, la solidarietà sociale e la stessa possibilità di sviluppo della società ne rimangono compromesse”.

Mattarella ha poi fatto riferimento agli ultimi dati Istat, che registrano una ripresa dell'occupazione all'inizio di quest'anno, dopo una flessione nella parte finale del 2018. Osserva il capo dello Stato: “Il tasso di occupazione registra in Italia un segno positivo ma è comunque a un livello che non ci può soddisfare. Il lavoro è carente in larghe aree del Paese. E le conseguenze di questa condizione sono gravi. Particolarmente insufficiente è l'occupazione femminile e tanto più questo emerge nel confronto con l'Unione europea. Ridurre lo scarto che penalizza le donne in termini di posti di lavoro, di differenza salariale, di possibilità di carriera, è un'assoluta necessità, e può diventare - ha aggiunto Mattarella - uno dei maggiori moltiplicatori di benessere e di crescita”.

Mattarella ha allora espresso vicinanza “a quanti cercano il lavoro e ancora non riescono a ottenerlo, a chi lo ha perduto, a chi è occupato in modo precario o saltuario, a coloro i quali lavorano con una retribuzione insufficiente per sostenere se stessi e le proprie famiglie”. E sottolinea: “L'accelerato sviluppo digitale, l'intelligenza artificiale, la robotica producono mutamenti profondi e velocissimi. E indubbio che stanno scomparendo talune professionalità e talune vecchie mansioni. Al contempo stanno nascendo nuovi lavori. Non si possono affrontare queste trasformazioni solo con posizioni difensive. Vanno approntati strumenti adeguati per guidare il cambiamento a favore della società, compresa la leva fiscale, visto che le tasse sui redditi da lavoro in Italia sono tre le più alte dei Paesi sviluppati”.

In precedenza il presidente della Repubblica aveva deposto una corona al monumento dedicato alle vittime del lavoro.

Anche Papa Francesco, al termine dell'udienza del mercoledì in Piazza San Pietro, ha parlato della festa del lavoro. “Oggi celebriamo la Memoria di San Giuseppe lavoratore. La figura dell'umile lavoratore di Nazareth ci orienti sempre verso Cristo; sostenga il sacrificio di coloro che operano il bene e interceda per quanti hanno perso il lavoro o non riescono a trovarlo. Preghiamo specialmente per quanti non hanno lavoro, che e' una tragedia mondiale di questi tempi”.

( 1 maggio 2019 )

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