Lunedì 10 agosto 2020, ore 22:51

Quotidiano di informazione socio‑economica

PRIMO MAGGIO

Nessuno può farcela da solo

di Giampiero Guadagni

Primo Maggio senza piazza, senza cortei, con il Concertone confinato ad evento televisivo. Ma anche e soprattutto quest’anno la Festa del lavoro è un fatto reale e non virtuale. Un’occasione per riflettere, come ha fatto Papa Francesco sulla dignità del lavoro troppo spesso calpestata. Anche oggi, anche in Italia ”ci sono tanti schiavi costretti a lavorare per sopravvivere”.

Primo Maggio festa reale anche per valutare gli effetti dell’emergenza Coronavirus. In Italia, secondo le stime del Def appena approvato in Parlamento, sono 550 mila i posti che si perderanno nel 2020. Sono 7,7 milioni i lavoratori italiani in cassa integrazione. Gli inattivi sono il 35,7%. Un italiano sue due, secondo il Censis, ha paura di perdere il posto a causa della pandemia.

Intanto sono 4,5 milioni i lavoratori coinvolti da lunedì 4 maggio nell’avvio della controversa fase 2. E se scendono i contagi, assicura il premier Conte, in alcune zone le attività riapriranno prima del previsto, Un segnale di ripartenza in sicurezza, un bagliore nel tunnel della crisi economica e sociale più drammatica dal dopoguerra.

Da Cgil Cisl e Uil (che avevano scelto quest’anno Padova,nel 2020 capitale europea del volontariato) arriva forte l’appello alla coesione e all’unità perché nessuno può farcela da solo. Nessun Paese europeo, nessuna impresa, nessun lavoratore.

La leader della Cisl Furlan rilancia la necessità di un patto sociale per la crescita e la ripartenza. E osserva: ”Il Paese in questo momento così terribile ha riscoperto il valore sociale del lavoro e la solidarietà. Dobbiamo cambiare le nostre priorità: lavoro e sicurezza, sanità e investimenti, formazione e ricerca saranno di nuovo al centro dell'azione del nostro Paese”.

Sulla stessa linea il segretario generale della Cgil Landini, che aggiunge: ”Questo Primo Maggio è l’occasione anche per adattare la contrattazione ai nuovi modi di lavorare”.

Da parte sua il numero uno della Uil Barbagallo sottolinea: ”Anche l'Europa comincia a capire che l’austerità, il fiscal compact, il Mes vecchia maniera non servono a niente”.

Anche dal capo dello Stato arriva per il Primo Maggio un richiamo all’unità: ”Serve una leale collaborazione tra le istituzioni per superare l'epidemia e guardare con speranza alla Fase 2. e al ritorno alla normalità”. Un invito alla politica e alla Regioni a non vanificare i sacrifici fatti finora; e al governo a dare ”indirizzi chiari e ragionevoli”. La Fase 2, aggiunge Mattarella, ” ha due obiettivi che devono coesistere: il consolidamento dei risultati sin qui ottenuti e insieme un equo, efficace e tempestivo sostegno alle famiglie e alle attività produttive, a quanti sono rimasti disoccupati e senza reddito" per poter riavviare un tessuto produttivo ancora vivo perché e'"a partire dal lavoro che si deve ridisegnare il modo di essere di un Paese maturo e forte come l'Italia. Non vi è contrapposizione tra lavoro ”.

Nel giorno della Festa del lavoro il Presidente della Repubblica riconosce ”gli importanti traguardi di giustizia sociale conseguiti attraverso le battaglie dei lavoratori e delle loro organizzazioni sindacali, efficaci strumenti di progresso ed eguaglianza”.

Mattarella ricorda poi come ”nei suoi 70 anni di vita la Cisl ha contribuito in modo significativo alla costruzione di una Italia democratica, più moderna, più giusta, sapendo sempre far coincidere gli interessi dei lavoratori con l'interesse generale del Paese. Ricostruire e innovare fu la consegna di quegli anni e, oggi, di nuovo, il sindacato è consapevole di essere di fronte a sfide dalle medesime caratteristiche poste dalla pandemia, con un obiettivo immutato: confermare, in un nuovo contesto, i valori della persona, la cui dignità è intangibile rispetto a ogni pur rispettabile interesse”. La Cisl, osserva ancora Mattarella, ”ha saputo, in questi decenni, farsi interprete di questo suo patrimonio originale, con scelte coraggiose e anticipatrici, come quella occidentale ed europea- e con riflessioni, come quelle relative alla partecipazione responsabile dei lavoratori e ai criteri della contrattazione, rilevanti in situazioni di sostanziale modifica dei rapporti di lavoro”.

( 1 maggio 2020 )

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