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Sicurezza

Piano carceri. La Fns dice no alla vendita di Regina Coeli

Cedere penitenziari storici in cambio di strutture nuove, all’avanguardia, che possano assicurare migliori condizioni detentive e quindi favorire il recupero dei detenuti, in linea con gli indirizzi degli Stati generali sull’esecuzione penale. Il piano di Cassa Depositi e Prestiti, che al momento riguarda San Vittore, Regina Coeli e Poggioreale, è al vaglio del ministero della Giustizia. A precisare il progetto è il capo del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) Santi Consolo per il quale l’idea non è quella di una privatizzazione.

Il progetto fa comunque discutere. Frena Antigone, l’associazione che si batte per i diritti dei detenuti: “Bisogna usare cautela nello spostare un carcere dal centro della città alla periferia perchè spesso è successo di creare carceri-ghetto, abbandonate, mal servite, dove familiari e volontari vanno con difficoltà e dunque si mettono a rischio i diritti delle persone”.

Anche la Fns Cisl del Lazio è contraria alla vendita di Regina Coeli. “In questi anni l'Istituto è stato oggetto di innumerevoli interventi all'interno dei reparti che hanno migliorato le condizioni dei detenuti e anche quelle del personale di polizia penitenziaria”afferma Massimo Costantino, segretario generale aggiunto Fns Cisl Lazio.

Nel carcere vi lavorano oggi circa 700 persone tra personale di polizia penitenziaria (613), amministrativi (67) ed educatori (13). Il numero di detenuti previsti è 624 ma attualmente sono 849. “Dispiacerebbe - afferma Costantino - vedere un carcere vecchio che ha sempre funzionato diventare un altro hotel e passare invece in un carcere nuovo in periferia dove spesso il compito del personale di polizia penitenziaria si aggrava soprattutto riguardo il trasferimento di detenuti verso il Tribunale o anche verso gli ospedali. Non solo - continua Costantino -. Spesso nelle nuove costruzioni ci sono vere e proprie mancanze strutturali come è successo al nuovo padiglione di Frosinone, dove si è dimenticato di predisporre un presidio di primo intervento o al carcere di Rieti dove si sono costruiti passeggi per detenuti con porte che vanno al contrario”.

Per la Fns Cisl del Lazio tale progetto è quindi da escludere considerata anche la storia dell’Istituto romano di Regina Coeli.

( 30 maggio 2016 )

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