Mercoledì 20 gennaio 2021, ore 18:05

Quotidiano di informazione socio‑economica

Emergenza Covid 

Sindacati: personale scolastico va vaccinato subito 

Se una legge non stabilisce l’obbligo di vaccinarsi allora nessun datore di lavoro può arbitrariamente decidere il licenziamento. ”Ma una legge ad hoc servirebbe, eccome: è urgente ed opportuna, visto il numero dei morti che contiamo ogni giorno”. Così la leader Cisl Furlan che osserva: ”Bisogna evitare liti e carte bollate. A marzo, in un clima responsabile, le organizzazioni dei datori di lavoro ed i sindacati hanno raggiunto un ottimo accordo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che è tuttora un’arma valida contro il Covid-19. Propongo di ripercorrere quel cammino di dialogo tra le parti sociali, nel privato come nel pubblico impiego. Gli accordi sono la strada per prevenire i conflitti. Il Parlamento legiferi subito”. Furlan aggiunge che la Cisl favorirà le vaccinazioni nelle aziende, nelle fabbriche, negli uffici. Inoltre, occorre che datori di lavoro e sindacati diano vita ad una campagna di informazione che l’intero sistema dei media - a partire dalla Rai- dovrebbe sostenere. La Cisl fa sua la proposta del presidente di Confapi Casasco perché entrino in campo procedure accelerate, utilizzando perfino i medici del lavoro. Conclude Furlan: ”l fattore tempo è essenziale ed impone di mettere in sinergia la sanità pubblica e quella privata. Per questo avevamo chiesto nella Legge di Bilancio e lo ribadiamo ancora: va assunto subito personale nella sanità”.

Il pressing dei sindacati sul Governo per vaccinare al più presto il personale scolastico sembra sortire i primi effetti. Il fronte di chi chiede vaccini subito per la scuola si è allargato. Alcune Regioni sollecitano una revisione delle priorità, e nel governo se ne sta parlando. Bisognerebbe rivedere il Piano di vaccinazione approvato dal Parlamento lo scorso 2 dicembre, che prevede 4 fasi, con tempistiche e cifre abbastanza indicative, perché tutto dipende dall’arrivo dei vaccini e dalla distribuzione. Il personale scolastico rientra ufficialmente nella fase 3, vale a dire da luglio a settembre, eccetto per i soggetti a rischio che rientrano nella fase 2, da aprile a giugno. Una scelta abbastanza incomprensibile: gli effetti di contenimento del virus ricadrebbero nel prossimo anno scolastico e per adesso sarebbe impossibile parlare di riapertura continuativa e in sicurezza.
Per questo, i sindacati insistono. Su questo, come su altri temi, bisogna accelerare. Serpeggia l’idea, sottolinea Cisl Scuola, ” che comunque il contagio possa essere alimentato dalla ripresa delle attività didattiche in presenza e questo provoca disagio e molta ansia tra le famiglie e il personale”. ”Se invece di discutere e di chiudersi nelle stanze dei bottoni si cominciasse a ragionare con buon senso - evidenzia la segretaria generale, Maddalena Gissi -, forse si potrebbe far partire una campagna vaccinale in grado di intercettare chi a scuola c’è, valutando di avviare anche una ricerca più mirata degli asintomatici tra gli studenti. Se viviamo in un Paese in crisi pandemica, non mancheranno gli strumenti normativi; c’è un DPCM in vista per il rinnovo dello stato di emergenza, si decida con serietà e fermezza quello che serve per la ripresa”.
I contatti, d’altronde, sono giornalieri, perché non hanno mai chiuso le scuole dell’infanzia e la primaria. Le medie hanno avuto alcune interruzioni in qualche regione, ma sono in servizio normalmente con adolescenti che circolano per paesi e città.
In vista del rientro a scuola - prima o poi - anche degli alunni delle superiori, sarebbe cruciale vaccinare il personale scolastico. ”Oggi - ricorda Gissi - ci sono già molti docenti che operano nei laboratori o con i ragazzi disabili. In un piano programmato per tempo e seriamente, tutti i professori e il personale che sistematicamente viene a contatto con gli studenti dev’essere coperto da misure anticontagio come il vaccino”.
Il sindacato ricorda inoltre che sono più di trecentomila i docenti che superano i 55 anni. Non solo. Tra quarantene e isolamenti fiduciari ”in attesa di fantomatici tamponi, il tempo scuola è instabile e rarefatto”.
”Se si ritiene possibile una corsia preferenziale di vaccinazione per il personale della scuola, si parta subito con una seria programmazione - conclude la leader della Cisl Scuola -. L’87% dei docenti si è detto disponibile a vaccinarsi. Vedendo le immagini delle lunghe file di operatori sanitari in attesa del proprio turno per sottoporsi alla vaccinazione, tornano alla mente i ritardi che abbiamo avuto a fine agosto per lo screening preventivo rivolto a tutto il personale scolastico”.
 

( 11 gennaio 2021 )

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