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Assemblea annuale

Da Confindustria dure critiche al programma M5S-Lega

31/03/2016 Roma, conferenza stampa di Vincenzo Boccia, eletto nuovo presidente di Confindustria

Il contratto di governo siglato da Movimento 5 Stelle e Lega non passa l’esame di Confindustria. L’attacco non è diretto, la parola contratto di governo non compare mai, ma nella lunga relazione del presidente Vincenzo Boccia le critiche, anche aspre, ai contenuti di quella intesa sono numerose.

Punto per punto, in occasione dell’assemblea annuale - apertasi con un chiaro messaggio sull’'importanza di stare in Europa e un lungo applauso al premier uscente Gentiloni - Boccia smonta l'impalcatura economica dell’accordo tra Salvini e Di Maio, pur avendo, subito dopo le elezioni, riconosciuto il ruolo politico del Movimento fondato da Grillo. Il leader degli industriali difende l’euro e il ruolo dell’Italia in Europa; dice no ad operazioni stravaganti sul debito pubblico e a tagli generalizzati delle imposte; chiede garanzie per l’Ilva e la Tav; si mostra perplesso sul reddito di cittadinanza e sull’idea di smontare la riforma Fornero. Insomma, ”bisogna cambiare ma senza distruggere”. E, poi, ”non è affatto chiaro dove si trovino le risorse per le tante promesse”.

Quello che più colpisce è il messaggio che Boccia invia ai politici: all'Italia servono leader capaci di prendere decisioni nell’interesse nazionale. Anche perché la forza della ripresa economica ”scricchiola”. Serve allora ”responsabilità” verso il mostro del debito pubblico; una politica fiscale che ha bisogno di una regia chiara e coerente. Dialogo, confronto e bilanciamento degli interessi sono le parole chiave. La ”vera missione Paese è la creazione di lavoro”, prima di tutto per i giovani. Non servono ”scorciatoie, per quanto allettanti, che possono solo condurre in vicoli ciechi”. Dunque, ”meno enfasi sulle pensioni e più sul lavoro che acquista una centralità assoluta”, è il monito di Boccia. E, pur senza citare in modo esplicito il reddito di cittadinanza, il presidente di Confindustria afferma che solo ”il lavoro abbassa il bisogno di garantire chi un reddito non riesce a procurarselo”. Poi dice no alla chiusura dell'Ilva, ”la più grande acciaieria d’Europa”, e ribadisce la centralità delle infrastrutture.

”Relazione condivisibile: il lavoro deve essere una priorità, così come è indispensabile per l'Italia essere in Europa”: sottolinea la segretaria generale della Cisl Furlan.

Sulla stessa linea il presidente dell’Alleanza Cooperative Gardini: ”Crescita, lavoro, innovazione, formazione, regolarità nei pagamenti della Pa, burocrazia più snella, piano di risanamento dei conti pubblici”.

( 23 maggio 2018 )

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