Domenica 19 maggio 2024, ore 3:19

Economia 

Governance Pnrr, il sindacato incalza il Governo 

Parte l’iter parlamentare del decreto legge Pnrr, assegnato alla commissione Programmazione economica e bilancio del Senato. Tra lunedì 6 e martedì 7 sono previste le audizioni di sindacati e associazioni. Chiuderanno i ministri Giorgetti e Fitto. Ad avanzare la richiesta di audire anche il titolare del Mef le opposizioni presenti in commissione: le modifiche alla governance del Pnrr - contestano - accentrando sul dicastero di Fitto una serie di poteri, priverebbero il Mef di alcune funzioni ad esso, in precedenza, attribuite. Da parte della maggioranza, si spiega che tale accentramento è funzionale a evitare rischi nelle procedure di attuazione del Piano e favorire una programmazione delle spese connesse al Pnrr.
La modifica della governance del Pnrr e della Politica di Coesione è stato un blitz che non è piaciuto ai sindacati, prima di tutto nel metodo, perché è intervenuto in modo unilaterale su strumenti negoziati con le parti sociali. Peraltro, osserva il leader della Cisl Sbarra, ”senza una governance partecipata dal sindacato e dalle imprese, senza una bussola sociale agli investimenti, il Pnrr rischia di trasformarsi nella più grande occasione persa degli ultimi 50 anni”.
E in attesa delle audizioni, mercoledì Cgil Cisl e Uil si sono confrontate con il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr. La Cisl valuta positivamente l’esito dell’incontro con Fitto. Spiega il segretario confederale Ganga: ”Registriamo la disponibilità e l’apertura del Ministro ad un rafforzamento della partecipazione delle forze sociali alla governance del Pnrr, attraverso il coinvolgimento diretto nella cabina di regia che nelle intenzioni del Ministro agevolerà la conoscenza di merito e la valutazione delle diverse fasi di attuazione dei progetti e delle riforme del Pnrr, nonché la messa a terra dei relativi investimenti e favorirà il recepimento dei contributi delle parti sociali”. Inoltre, per la Cisl ”è importante l’intenzione del ministro a strutturare la nostra partecipazione anche attraverso approfondimenti settoriali e tematici, che verranno definiti prossimamente in concomitanza con la redazione definitiva del provvedimento relativo alla riforma della governance. La Cisl ha fortemente sollecitato l’impegno, accolto dal Ministro, ad una politica unitaria per la gestione coordinata degli strumenti e dei fondi”. Sarà questa, conclude Ganga, la via attraverso la quale i progetti non realizzabili entro la scadenza del Pnrr al 2026 potrebbero essere conseguiti attraverso gli altri strumenti della politica di coesione che hanno scadenze più avanzate”.
Per la Uil si è trattato di ”un incontro interlocutorio”. Osserva la segretaria confederale Veronese: ”Occorre entrare preventivamente nel merito delle tematiche. Chiediamo quindi che venga applicato il protocollo sottoscritto a Palazzo Chigi a dicembre 2021”. Veronese spiega che ”è stata posta al Ministro l’esigenza di investire in un piano che rigeneri la pubblica amministrazione con assunzioni straordinarie a tempo indeterminato, oltre alla riqualificazione del personale già in servizio. Occorre, inoltre, prestare molta attenzione alle deroghe in nome della semplificazione e dell'accelerazione”.
Critica la Cgil. ”Il nuovo decreto sul Pnrr, pensato per accelerare la procedura di spesa delle risorse, rischia di non cogliere l'obiettivo e di rendere più complesso il contesto normativo, oltre a depotenziare il sistema dei controlli a causa di una ulteriore accelerazione delle procedure e di fatto non affronta i nodi strutturali”, afferma la vice segretaria generale Fracassi”.
Giampiero Guadagni

( 2 marzo 2023 )

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