Venerdì 16 novembre 2018, ore 19:59

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Industria

Ilva, accordo strategico per tutto il Paese

Dopo oltre 24 ore di trattativa ad oltranza è stato siglato nel primo pomeriggio di giovedì al ministero dello Sviluppo economico l'accordo sull'Ilva da sindacati, azienda e commissari, alla presenza del vicepremier e ministro Luigi Di Maio.

Azzerati gli esuberi che l'azienda si impegna a riassorbire comunque dal 2024 mentre saranno previste da subito 10.700 riassunzioni e l'avvio di un sostanzioso piano di incentivazione per complessivi 250 milioni, circa 100 mila euro lordi a lavoratore in caso di uscita anticipata. Circa 4,2 i miliardi che Mittal si è impegnata ad investire sul piano industriale e ambientale.

Ora la parola passerà ai lavoratori di tutti gli stabilimenti che saranno chiamati a votare l'accordo entro una settimana mentre sarà revocato lo sciopero proclamato per l'11 settembre prossimo.

Spiega il segretario generale della Fim Cisl Bentivogli: “E' un accordo assolutamente importante. Sostanzialmente tutti i lavoratori, al termine del piano industriale, avranno la possibilità di poter essere assunti da ArcelorMittal”. Un punto delicato, “perché su questo c'era dissenso” , aggiunge Bentivogli lodando l'atteggiamento avuto dal sindacato in questo periodo, “che in modo unito ha convinto il governo e il ministro Di Maio a un atteggiamento molto più concreto dopo quattro mesi persi dietro ad una polemica politica molto strumentale. La condivisione del Ministro dei punti del piano industriale è un aspetto per noi molto importante. Nelle prossime ore, appena firmato l'accordo, avvieremo il confronto coi lavoratori di tutti i reparti di tutte le fabbriche del gruppo. Questo sarà importante anche per farli esprimere sui contenuti dell'accordo, ci auguriamo un consenso importante. L'accordo porta a 4.2 miliardi di euro l'investimento su parte ambientale e industriale, è un passo decisivo per ridare salute, occupazione e sviluppo alla città di Taranto”.

Sottolinea da parte sua la segratraia generale della Cisl Furlan: “E’ davvero importante la firma oggi dell’Accordo sull’Ilva che tutela l'occupazione dei lavoratori in tutti i siti produttivi, il diritto dei cittadini di Taranto al risanamento ambientale e la produzione di acciaio, sempre più strategica per tutto il paese”. Per Furlan “va riconosciuta al Ministro Di Maio, ai sindacati e all’Azienda un atteggiamento responsabile e pragmatico, e di aver superato gli ostacoli anche ideologici che si frapponevano ad una accordo fondamentale non solo per le tante famiglie degli operai che lavorano all’Ilva, ma anche per la garanzia di una efficace e rapida bonifica ambientale di Taranto”. Conclude Furlan: “Vigileremo nei prossimi mesi per il rispetto integrale di tutti i punti di questo accordo davvero importante ed innovativo che offre garanzie per il mantenimento della produzione di acciaio di cui il nostro paese ha bisogno per la sua competitività complessiva. Questa vicenda dimostra che con gli accordi ed il dialogo si possono affrontare i problemi di rilancio della politica industriale ed in generale le questioni economico e sociali del paese, in un clima di rinnovata concertazione. Finalmente dopo tanti anni si chiude in modo molto positivo una vicenda industriale complessa che dimostra, migliorando ogni ipotesi di accordi precedenti, come sia possibile, anzi doveroso, conciliare produzione, occupazione e qualità ambientale”.

Con la sigla di oggi al Mise “hanno vinto i lavoratori di tutti gli impianti del Gruppo. Tutti, dall’operaio, all' impiegato, dal quadro al dirigente, hanno dimostrato una grandissima maturità, rispetto alle strumentalità che sono emerse in questi ultimi anni”, aggiunge da parte sua il segretario confederale della Cisl Colombini, presente al tavolo. “La Cisl a tutti i livelli ha sempre accompagnato i lavoratori, riponendo in loro la massima fiducia. Siamo certi che si possono coniugare occupazione e salute, acciaio ed ambiente, fabbrica e territorio. L’Italia è tra i paesi più avanzati al mondo e vogliamo continuare a dimostrarlo accettando anche questa sfida. L’obiettivo di produrre ottimo acciaio e di rispettare salute ed ambiente deve galvanizzare tutto il Paese, perché l’acciaio Ilva e quello di Taranto in particolare, serve innanzitutto alla seconda manifattura europea, che è l’Italia. Siamo comunque coscienti che bisogna ricostruire un clima di fiducia tra tutti i soggetti coinvolti, a cominciare da quello tra lavoratori e cittadini. Occorre farlo tutti insieme, Sindacato, Impresa e Governo. Combatteremo chiunque voglia ricominciare con la cultura del sospetto. L’accordo siglato con il Ministro Di Maio e Arcelor Mittal c’è, ora bisogna gestirlo e far rispettare le scadenze del piano ambientale, industriale ed occupazionale”.

INTESA ILVA - COMUNICATO AI LAVORATORI

( 6 settembre 2018 )

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