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Ilva

La mossa che non ti aspetti: ricorso al Tar

di Carlo D'Onofrio

Michele Emiliano torna alla carica sull’Ilva. Un’offensiva su due fronti che ha però un solo obiettivo: continuare la battaglia sulle emissioni inquinanti.

Il primo fronte è quello giudiziario, già calcato dal governatore nel recente passato. La Regione Puglia ha di nuovo preso la strada del Tar con un ricorso che si aggiunge a quello presentato nel novembre del 2017. Allora nel mirino c’era il decreto che aveva recepito il piano ambientale di Arcelor Mittal, stavolta sotto accusa è finito l’addendum al contratto di affitto che, sempre sotto il profilo ambientale, ha reso più stringenti gli impegni assunti dal gruppo indiano. Considerato che la materia del contendere è la stessa, il nuovo ricorso è stato redatto sotto forma di motivi aggiunti.

Per la Regione Puglia non solo il testo dell’addendum non è stato mai trasmesso alle amministrazioni interessate, ma le sue prescrizioni non rafforzerebbero affatto quelle del piano ambientale, anzi sarebbero addirittura ”peggiorative”. Di qui la richiesta di annullamento.

Non si tratta solo di una questione giuridica. Il rafforzamento delle misure ambientali, a cominciare dall’anticipo dei tempi di realizzazione delle coperture del parchi e di altri importanti lavori, ha giocato un ruolo importante nel convincere i sindacati a firmare l’accordo. Un eventuale annullamento dell’addendum non potrebbe riportare indietro le lancette, ma certo sarebbe un colpo per chi ha dato il proprio consenso all’operazione Arcelor Mittal (e per i lavoratori, le cui condizioni di sicuro non migliorerebbero tornando allo status quo).

L’altro fronte sul quale Emiliano continua a lottare è quello della decarbonizzazione. Anche questa non è una novità. La liberazione di Taranto dalle fonti fossili è da sempre il suo cavallo di battaglia, in groppa al quale si è opposto ad Arcelor Mittal schierandosi a viso aperto con l’altra cordata in gara, AcciaItalia, formata da Cdp, Arvedi, Jindal e Delvecchio. Tutto pur di promuovere l’idea che sia possibile far marciare lo stabilimento a gas. Ora però ad Emiliano il gas non basta più. Spingendo più in là lo sguardo il governatore intravede sulla linea dell’orizzonte, e magari anche un pò oltre, una nuova chance: l’idrogeno. I forni a idrogeno, ecco la proposta che ha presentato ieri durante un convegno sulla decarbonizzazione che si è svolto a Taranto. E la storia continua.

( 26 novembre 2018 )

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