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Pop Bari, prima risposta

“Un intervento giusto che mette in sicurezza i risparmi e consente di gestire la questione occupazionale. Ma serve ora una riforma che cambi la governance delle banche e modifichi il sistema di vigilanza pubblica. Basta con le truffe ed ulteriori crack'”. Così la segretaria generale della Cisl Furlan commenta il decreto legge approvato domenica sera dal Consiglio dei ministri per salvare la Banca Popolare di Bari, il cui consiglio di amministrazione è stato commissariato venerdì 13 dicembre da Banca d'Italia. In base al decreto, il governo stanzierà 900 milioni di euro a favore di Invitalia, Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa - partecipata al 100% dal Mef - per finanziare Banca del Mezzogiorno-Microcredito Centrale e rilanciare così, insieme al Fondo Interbancario di tutela dei depositi ed eventuali altri investitori, Banca Popolare di Bari. Il Governo intende così tutelare i risparmiatori, le famiglie, e le imprese supportate dalla banca, una delle più grandi del Sud. Il premier Conte parla di ”massima tutela dei risparmiatori, occorre approfittare di questa occasione per rafforzare il sistema creditizio del Sud, altrimenti il Sud non può ripartire. Non agiamo a protezione di banchieri, il nostro intervento dovrà essere pienamente compatibile con tutte le azioni di responsabilità, che anzi noi sollecitiamo perché non possiamo permettere che queste situazioni non abbiano nomi e cognomi”. E lunedì mattina, alla riapertura degli sportelli, dipendenti della Banca Popolare di Bari più sollevati, come testimonia Pasquale Berloco, segretario della Firsr Cisl Puglia.

Lunedì sit-in dei sindacati con lo scopo di ”

accendere i riflettori su un aspetto poco trattato dai mass-media: le 3 mila famiglie dei dipendenti del Gruppo Bpb. I lavoratori e le lavoratrici non sono responsabili della situazione critica raggiunta dal Gruppo, causata dalla pessima gestione da parte del management, puntualmente e ripetutamente denunciata dalle organizzazioni sindacali”, come scrivono First Cisl, FisacCgil, ilca Unisin e Fabi del Gruppo Banca Popolare di Bari.

D’altra parte, Bankitalia osserva che gli impatti occupazionali di un’eventuale cessazione dell'attività della Popolare di Bari sarebbero rilevanti: i circa 2.700 esuberi ”difficilmente assorbibili dalla debole economia locale”.

Intanto la Commissione Europea fa sapere di avere ”preso nota del decreto” sulla ricapitalizzazione di Mediocredito Centrale: ”Siamo in contatto con il governo italiano e pronti a discutere sulla disponibilità e le condizioni" dell'intervento nel quadro delle leggi comunitarie”.

( 16 dicembre 2019 )

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