Domenica 19 maggio 2024, ore 2:59

Auto 

Stellantis, vanno rafforzate produzione e occupazione 

Il piano su Stellantis può essere definito prima della pausa di Ferragosto. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Urso al termine dell'incontro con i segretari generali di Cgil Cisl Uil e i segretari dei rispettivi sindacati di categoria. La scorsa settimana Urso aveva incontrato i rappresentanti di Stellantis.
Un incontro a giudizio di Urso ”positivo, abbiamo voluto coinvolgere i sindacati ai massimo livelli così come faremo nei prossimi giorni con i presidenti delle regioni e con Anfia, l’associazione che rappresenta l'industria dell’automotive orgoglio del made in Italy, per realizzare finalmente un accordo di sistema con Stellantis la principale casa automobilistica europea è l'unica che produce nel nostro Paese al fine di invertire la rotta”. Sottolinea ancora Urso: ”Sono vent'anni che si riduce la produzione automobilistica in Italia e noi abbiamo chiesto che appunto si riprenda a guardare e a costruire positivamente il futuro dell'auto e quindi dell'industria italiana, abbiamo posto un obiettivo significativo: giungere a produrre almeno 1 milione di autovetture con un crono programma preciso, investire di più in ricerca e innovazione, definire i nuovi modelli innovativi in quali stabilimenti italiani saranno prodotti accanto alla Gigafactory che dovrà produrre le batterie elettriche”. Urso ha ribadito la necessità di un accordo con l’indotto per accompagnare alla transizione ecologica anche coloro che producono componenti per Stellantis come per altre case automobilistiche straniere. Intenzione del Governo è ”utilizzare anche le risorse che potrebbero giungere dalla rivisitazione dei capitoli del Pnrr del RepowerEu, cosa che dovrebbe avvenire entro il 30 agosto”.
La transizione ecologica per l'auto giunge dopo che il comparto ha subito pesanti difficoltà nei decenni passati. In Italia negli ultimi 20 anni la produzione di veicoli è calata di 1 milione di unità. L'intera filiera occupa 268 mila lavoratori, di cui secondo fonti sindacali 73 mila sono a rischio in caso di mancata gestione della transizione green. Il gruppo Stellantis conta 45 mila dipendenti in Italia.
Commenta il numero uno della Cisl Sbarra: ”Fa bene il Governo ad interloquire in maniera seria con Stellantis per acquisire garanzie sugli investimenti industriali in Italia nel quadro della transizione ecologica e della sostenibilità ambientale. Nella filiera dell’automotive sono allocate risorse importanti da spendere nei prossimi anni riconducibili a norme legislative nazionali e comunitarie, ma queste risorse devono essere collegate a precise condizionalità in primo luogo l’aumento della produzione auto, la cui capacità va traguardata oltre 1 milione di autovetture e dei posti di lavoro”. La Cisl ”è disponibile ad un confronto strutturato e stringente per un accordo triangolare tra Governo, azienda e sindacati che abbia come punto centrale il rafforzamento della capacità produttiva , nuovi modelli di autovetture nel nostro paese, crescita, qualità e stabilità dell'occupazione in tutti gli stabilimenti italiani, maggiori investimenti in innovazione e ricerca, formazione delle competenze, forte sostegno all'indotto, per evitare di perdere posti di lavoro e professionalità”. Dunque ”è importante che il Governo rafforzi l'interlocuzione con Stellantis per sostenere una maggiore presenza del gruppo nel territorio italiano e per il futuro del mercato dell'auto, ma allo stesso tempo si impegni anche a rafforzare la politica industriale, ricercando e stimolando ulteriori investitori nel nostro Paese”.
Per il segretario generale della Cgil Landini ”quello al Mimit è stato un confronto importante ma a metà. Ma il tavolo deve vedere anche la presenza dell’azienda e dell’amministratore delegato: noi siamo assolutamente disponibili a realizzare un accordo che veda tutti e tre i soggetti con una trattativa vera in cui vengono fissati obiettivi precisi. E siamo pronti a discutere anche di quelli che possono essere gli strumenti che accompagnano un processo di cambiamento dal motore endotermico”.
Il segretario generale della Uil Bombardieri chiede un confronto con Stellantis ”sul piano industriale, sui livelli occupazionali, sui modelli che saranno prodotti in Italia e, ovviamente, anche sugli stabilimenti e sull'indotto. Al Governo chiediamo di capire quante risorse mette, per fare cosa e con quali condizionalità”.
Da parte sua il segretario generale della Fim Cisl Benaglia e il segretario nazionale Uliano apprezzano l'impianto del confronto e giudicano “indispensabile rifinanziare il fondo pluriennale per l'automotive con ulteriori risorse e bloccare la direttiva sui motori Euro 7 in Europa”. Il Protocollo “deve puntare ad una vera e propria inversione di tendenza relativamente alla presenza del Gruppo Stellantis in Italia, a due anni dalla nascita dello stesso, facendo in modo che nel nostro Paese il Gruppo si impegni da protagonista, non solo come mercato, ma soprattutto nello sviluppo delle produzioni”. Per la Fim “sarà importante produrre azioni cogenti e concrete per quanto riguarda gli investimenti di Stellantis in Italia e il mantenimento delle capacità di ricerca e sviluppo per quanto riguarda l'auto del futuro. Altrettanto importante che ogni sito produttivo abbia una sua missione assegnata dentro il futuro del Gruppo a livello globale, comprese le attività meccaniche e dei veicoli commerciali, oltre che alleanze strategiche con Acc per la costruzione della gigafactory a Termoli che deve essere non solo confermata, ma accelerata”. Inoltre “è importantissimo che dopo aver assegnato ad ogni sito di assemblaggio delle piattaforme produttive questi impegni si traducano i nuovi modelli e in volumi eoccupazione crescenti. Condividiamo l'obiettivo del Governo di puntare ad un patto che nel tempo porti ad un'inversione di tendenza per arrivare a produrre 1 milione di auto il nostro Paese, facendo tornare l'Italia un importante competitor nella industria dell'automotive del futuro e dentro il mondo Stellantis”. In quest'ottica vanno “assicurati impegni verso la componentistica e l'indotto da parte di Stellantis, per una sua transizione e gestione accompagnata. Serve che il Governo cofinanzi il futuro di Stellantis con la condizionalità degli impegni governativi e degli investimenti e dei cofinanziamenti orientati a positivi risultati occupazionali. Serve ottenere benefici per l'occupazione non solo a saturando l'occupazione attuale ma prevedendo un vero e proprio ricambio generazionale e con esso un rilancio della qualità dell'occupazione nelle fabbriche di automobili di Stellantis”.
Giampiero Guadagni

( 24 luglio 2023 )

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