Venerdì 7 ottobre 2022, ore 11:06

Energia 

Un milione di posti a rischio 

Con una bolletta del Paese che potrebbe ”salire fino a 100 miliardi” il ministro dell’Economia Franco vede ”prospettive problematiche nell’immediato”, ma prevede ”anche quest’anno di ridurre il rapporto tra debito e prodotto di alcuni punti percentuali”. Questo il messaggio dal titolare del Mef in occasione del Forum Ambrosetti di Cernobbio. Per assicurare questa riduzione ”abbiamo tenuto invariato, in tutti gli interventi che abbiamo fatto, al 5,6% l'obiettivo del debito per quest’anno. Avessimo un debito più basso avremmo sicuramente più margini di manovra. E per riacquisire questi margini è bene che la riduzione del debito prosegua” Franco vede infatti un ”rallentamento dell'economia mondiale rispetto alle precedenti revisioni”. Tra le cause ”i prezzi del gas e dell'energia e un progressivo incremento dei tassi d'interesse”. Secondo il Ministro ”gli indicatori congiunturali volgono per l’immediato al ribasso, già a giugno c’è un cedimento della produzione industriale e un tasso d'inflazione in aumento all'8,4%”. Tuttavia ”è importante che l'indice armonizzato italiano sia allineato con quello dell'area dell’euro perché dobbiamo assolutamente evitare un disallineamento rispetto agli altri Paesi". Quanto al gas, "se si guarda alla bolletta energetica del Paese, cioè quanto costano le importazioni nette di energia, vediamo che nel 2021 era di 43 miliardi e nel 2022 potrebbe salire a 100 miliardi". "Un aumento di 60 miliardi - prosegue - significa circa 3 punti di Pil e vuol dire un deflusso di risorse dall'Italia verso l'estero". Un tema, quello dell'energia, su cui il Governo interverrà in settimana con un decreto legge. Ma, avverte Franco, ”inseguire l'aumento dei prezzi non basta più perché il punto importante è ridurre il prezzo”, facendo anche leva sul ruolo dela Borsa del gas di Amsterdam. Da qui la necessità di proseguire con il Pnrr, come indicato anche dal Capo dello Stato. ”I costi di produzione delle opere - indica Franco - stanno salendo e dovremo trovare modalità di finanziamento per poter costruire tutte le opere previste. Ma completare la costruzione del Pnrr è fondamentale. Riscriverlo sarebbe un modo per bloccarne la realizzazione”.
Dunque in settimana, forse giovedì, il Cdm. Tra le misure attese con il nuovo decreto la proroga del credito di imposta sulle bollette delle imprese energivore e gasivore e la cig per due mesi. Le riunioni tecniche vanno avanti per trovare la quadra sulle coperture alla luce delle elaborazioni degli ultimi dati sulle entrate fiscali di luglio e agosto. Nel periodo gennaio-luglio 2022, fa sapere il Mef, le entrate tributarie erariali ammontano a 288.423 milioni di euro, con un incremento di 30.321 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (+11,7%).
L’escalation dei prezzi energetici e dei beni alimentari rischia di vanificare la crescita economica. Osserva il leader della Cisl Sbarra: ”Secondo alcune proiezioni sono a rischio quasi in milione di posti di lavoro ed è un lusso che non ci possiamo permettere”. Il sindacato di Via Po chiede al Governo di ”adottare un provvedimento urgente finalizzato a liberare risorse nella prospettiva di sostenere imprese, famiglie, lavoratori dipendenti e pensionati”. Il Governo, aggiunge Sbarra, ”deve valutare questa fase come straordinaria, mettendo quindi in campo risorse che possono essere attinte dagli extra profitti delle imprese energetiche, delle multinazionali della logistica e nelle imprese del digitale. Ma, in misura estrema - ha sottolineato il leader Cisl - occorre prendere in considerazione anche lo scostamento di bilancio". Per Sbarra ”anche l'Europa deve fare la sua parte, mettendo un tetto massimo al prezzo del gas”. Il segretario generale della Cisl ha anche auspicato una ”maggiore autonomia energetica” da parte europea. Nei prossimi giorni la Cisl presenterà al Paese una vera e propria ”agenda” con le priorità sul piano economico e delle riforme sociali più urgenti da adottare insieme alla prossima legge di bilancio. Spiega Sbarra: ”Le parole chiave sono lavoro, investimenti, taglio delle tasse, accordo sulle pensioni, nuove tutele e rilancio delle competenze, politica dei redditi e coesione sociale, attuazione Pnrr e Mezzogiorno, contrattazione e partecipazione”.
Giampiero Guadagni

( 5 settembre 2022 )

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