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Bangladesh, l’omaggio alle vittime della strage di Dacca

Decine di mazzi di fiori e fogli con preghiere e messaggi sono stati deposti nel luogo dell'attentato di Dacca, in Bangladesh, in cui hanno perso la vita 22 persone, fra cui 9 italiani. "Siamo tutti angosciati e colpiti per i tragici fatti accaduti nelle ultime ore a Dacca, in Bangladesh. Non si può torturare e uccidere gente inerme e pacifica in nome di una religione". Questo il commento postato da Annamaria Furlan sulla pagina Facebook della Cisl a poche ore dalla strage. "Quella di Dacca in Bangladesh e' stata una vera barbarie, un atto frutto solo di odio e di ostilita'. Siamo vicini in questo momento cosi' doloroso alle famiglie colpite da questa tragedia orribile e in particolare ai familiari dei nostri connazionali che hanno perso la vita cui esprimiamo la solidarieta' della Cisl e dei lavoratori. La comunita' internazionale - conclude - deve reagire unita per fermare il terrorismo e questa ondata di violenza e di morte che sta insanguinando il nostro pianeta".

Oggi nel secondo giorno di lutto nazionale proclamato dal governo bengalese, la premier Sheikh Hasina ha reso omaggio alle vittime. L'evento, tenuto nello stadio militare della zona di Banani, e' iniziato intorno alle 10 ora locale, quando in Italia erano le 6 di mattina. Hasina ha rivolto un saluto ai familiari delle vittime (presenti solo i bengalesi) e ai rappresentanti dei Paesi di origine: per l'Italia c'era l'ambasciatore Mario Palma. Quindi la premier ha deposto una corona di fiori su un piccolo palco allestito in onore dei morti, con le bandiere del Bangladesh e degli altri quattro Paesi coinvolti (Italia, Giappone, India e Stati Uniti). Hasina, circondata da enormi misure di sicurezza, ha lasciato lo stadio subito dopo. Quindi i rappresentanti diplomatici e i familiari delle vittime hanno reso omaggio ai 9 italiani, 7 giapponesi, lo statunitense e l'indiana rimasti uccisi. Le salme dei due poliziotti sono gia' state sepolte. L'aereo della presidenza del Consiglio che dovra' riportare in Italia i feretri dei nove italiani e' giunto domenica a Dacca. A bordo, personale di Palazzo Chigi e rappresentanti dell'Unita' di Crisi della Farnesina, che proprio in queste ore stanno definendo le modalita' e i tempi del rimpatrio delle salme. Il viaggio di ritorno avverra' quando saranno risolte le questioni burocratiche e le formalita' medico-legali (forse nella notte tra martedi' e mercoledi'). "I preparativi proseguono, noi speriamo che possa avvenire il prima possibile", ha confermato l'ambasciatore ai microfoni di Rai News 24, senza pero' dare maggiori dettagli. Il diplomatico ha invitato "riflettere e indagare a fondo per avere tutti gli elementi che consentano di capire la dinamica dell'attacco: come e' stato preparato, chi sta dietro, quale ambiente lo abbia generato". Palma ha ricordato che i terroristi erano tutti giovani di buona famiglia, che avevano studiato in una delle migliori universita' di Dacca. "In queste ore -ha aggiunto il diplomatico- nelle interviste agli amici bengalesi, ho voluto ribadire l'importanza primaria dell'istruzione per combattere l'ideologia dell morte".

( 4 luglio 2016 )

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