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Colussi, confrontro azienda-sindacati entra in una fase delicata

La vertenza Colussi è in una fase delicata di confronto tra azienda e sindacati. Abbiano da subito stigmatizzato l'atteggiamento della Colussi e oggii, al tavolo convocato dalla Regione sulle crisi dell'agroalimentare chiederemo a tutte le parti sociali, comprese le associazioni datoriali e i Comuni, facciano la loro parte su questa vicenda. Occorre evitare che un intero settore entri in crisi": così l'assessore Fabio Paparelli in risposta, nel question time in consiglio regionale, a un'interrogazione di Claudio Ricci sui 125 licenziamenti nello stabilimento di Petrignano d'Assisi della Colussi.

Paparelli ha ricordato che "negli ultimi cinque anni il gruppo ha subito una crisi, che ha portato anche alla chiusura del suo stabilimento di Imperia e a trasferire la produzione di fette biscottate da Petrignano ad un altro stabilimento".

No ai 125 esuberi su 450 dipendenti, no a una maggiore flessibilità di orario. La trattativa tra azienda e rsu/sindacati per sciogliere la vertenza Colussi riparte oggi nella sede di Confindustria Perugia, dopo che, nell’assemblea di fabbrica, i lavoratori (ma non in maniera unanime) hanno detto no alle proposte dell’azienda portate sul tavolo la settimana scorsa. Al momento non sono previsti picchetti dei lavoratori né altre forme di protesta.

Tra l’altro, nei giorni scorsi si è riaperto uno spiraglio per San Sisto. Almeno così lascia presagire il comunicato congiunto diramato alla fine di una giornata intensa e ricca di tensione. Riapertura della trattativa, nuova centralità al piano industriale e all’accordo firmato ad aprile 2016. Disponibilità dell’azienda a diminuire gli esuberi (tecnicamente: "Limitare l’impatto sociale"), soprattutto sulla base delle internalizzazioni (il cosiddetto insourcing): detto in soldoni, riportare sotto il cappello Nestlé tutti quei lavori che al momento sono appaltati a ditte e coop esterne. A conti fatti, si toglie lavoro ad altri per darlo a dipendenti Nestlé, in una guerra fra poveri in cui la multinazionale recita inevitabilmente la parte del leone. Meno percorribile la strada del polo logistico, ma i sindacati continuano a battere su questo chiodo: per questo la riunione in Regione prevista nel pomeriggio di mercoledì è così importante. Con il contributo istituzionale (di idee, ma inevitabilmente anche di soldi) i vertici svizzeri potrebbero cambiare orientamento. Al momento parlano istituzioni e sindacati (al tavolo con i rappresentanti dei lavoratori ci saranno Catiuscia Marini e Andrea Romizi) in un incontro che viene definito di ‘liturgia sindacale’. Si cercherà di concordare una linea da adottare poi con Nestlé, che sarà convocata in un incontro successivo.

Articolo domani su Conquiste tabloid
 

( 25 ottobre 2017 )

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