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G20. Assedio al presidente Usa Donald Trump

Tutti contro Trump o quasi al G20 di Amburgo che prende il via oggi, in una città blindata dopo gli scontri di ieri. Il presidente Usa è finito nel mirino degli altri leader soprattutto per le posizioni protezionistiche assunte in tema di scambi internazionali. La Ue studia possibili che gli Usa potrebbero adottare. "Non voglio darvi tutti dettagli, ma in pochi giorni, non a mesi, risponderemo con delle contromisure, se sarà necessario. Speriamo davvero che non sia necessario, ma siamo pronti a combattere, se ce ne sarà bisogno", ha dichiarato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker.

Ma anche il presidente russo Putin, dopo la prima stretta di mano tra i due, ha fatto sapere di essere contrario al protezionismo e alle restrizioni finanziarie. "Ci opponiamo al protezionismo crescente nel mondo, al commercio illegittimo e alle restrizioni finanziarie di evidente origine politica, che comportano la riduzione dei legami commerciali e provocano la perdita di fiducia tra gli attori della cooperazione economica, lacerando così il tessuto stesso dell'economia mondiale", ha detto Putin, parlando in una riunione dei leader dei Brics a margine del G20.

L’altro nodo lasciato irrisolto è il clima. I leader del G20 cercheranno di convincere Trump a far rientrare gli Usa nell'accordo di Parigi. "Credo che il messaggio che sarà dato è quello di sottolineare l'importanza che l'America possa rientrare nell'accordo, spero saremo capaci di fare in modo che ciò succeda", ha detto il primo ministro britannico Theresa May.

Intanto le agenzie di informazione hanno diffuso un lungo messaggio del Papa al G20 di Amburgo, indirizzato alla cancelliera Angela Merkel, nel quale il Pontefice rileva una contraddizione già denunciata d Benedetto XVI in occasione del vertice di Londra del 2009: "i paesi che partecipano al G20 rappresentano il 90% della produzione mondiale di beni e di servizi", mentre sono assenti "coloro, Stati e persone, la cui voce ha meno forza sulla scena politica mondiale, precisamente quelli che soffrono di piu' gli effetti perniciosi delle crisi economiche per le quali hanno ben poca o nessuna responsabilita'. Allo stesso tempo, questa grande maggioranza che in termini economici rappresenta solo il 10 % del totale, e' quella parte dell'umanita' che avrebbe il maggiore potenziale per contribuire al progresso di tutti". Dunque, le soluzioni che verranno concordate "non possono non avere una visione piu' ampia e devono considerare le ripercussioni su tutti i Paesi e tutti i loro cittadini, nonche' rispettare i loro pareri e le loro opinioni". "Occorre pertanto - raccomanda il Papa - far sempre riferimento alle Nazioni Unite, ai programmi e alle agenzie associate e alle organizzazioni regionali, rispettare e onorare i trattati internazionali e continuare a promuovere il multilateralismo, affinche' le soluzioni siano veramente universali e durature, a beneficio di tutti", questo "per attivare una nuova era di sviluppo innovativa, interconnessa, sostenibile, rispettosa dell'ambiente e inclusiva di tutti i popoli e di tutte le persone". Nel testo, il Papa formula quindi l'auspicio che "il Vertice di Amburgo sia illuminato dall'esempio di leader europei e mondiali che hanno privilegiato sempre il dialogo e la ricerca di soluzioni comuni: Schuman, De Gasperi, Adenauer, Monnet e tanti altri".

( 7 luglio 2017 )

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