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Accade in Francia

Goodyear alla sbarra per 847 licenziamenti senza giusta causa

Denaro vs persone. E’ iniziato da pochi giorni ad Amiens (nord della Francia) il processo che mette di fronte 847 lavoratori e l’impresa che li ha licenziati nel 2014, la Goodyear, dopo 7 anni di lotte, proteste (e sequestri lampo). L’accusa è “licenziamento senza giusta causa”. Secondo gli esperti, si tratta del più grande processo contro i licenziamenti economici mai intentato in Francia. Per l’occasione, le udienze si svolgono non in un’aula di tribunale ma alla Zenith Arena, il palazzo delle esposizioni, progettato da Massimiliano Fuksas, che ha una capienza di 6mila posti. Tutto comincia nel 2007, quando l’azienda propone di raggruppare i 2 siti di Amiens di Goodyear e Dunlop, tagliando 550 posti su 2700, e riorganizzare i tempi di lavoro, con turni previsti anche 20 fine settimana all’anno senza remunerazione aggiuntiva. Quelli della Dunlop accettano. I sindacati in Goodyear, invece, si oppongono, dando vita a un braccio di ferro che durerà 7 anni. Nel 2013, il gruppo chiude le attività, licenzia 1143 persone e se ne va in Polonia. Ma c’è chi dice ancora no. A gennaio 2014 otto dipendenti sequestrano negli uffici dell’azienda 2 manager del gruppo per 30 ore. Sette di questi verranno condannati fino a 1 anno di carcere per sequestro di persona (pene sospese). Secondo la Goodyear, il finale è meno drammatico di quello che vorrebbero far credere i sindacati, perché dei 1143 licenziati, 346 hanno ritrovato un lavoro, 102 si sono messi in proprio, 188 sono andati in pensione e 189 hanno terminato il periodo di riqualificazione dopo la fase di formazione. I sindacati non danno molto valore a questi numeri, e ribattono che la stragrande maggioranza di queste persone vivono ancora nell’incertezza: disoccupazione, reddito di solidarietà attiva, contratti a termine. Un vero “dramma sociale”, spiegano gli ex delegati sindacali presenti in aula. Ed è proprio per questo che delle 1143 persone accompagnate alla porta, 847 non hanno abboccato alle lusinghe e ora si ritrovano nel maxi processo a chiedere a chi ha tolto loro il lavoro un’indennità per licenziamento ingiustificato.

(Articolo completo di Pierpaolo Arzilla domani su Conquiste Tabloid)

( 14 novembre 2018 )

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