Martedì 21 settembre 2021, ore 19:38

Quotidiano di informazione socio‑economica

Francoforte 

La Bce conferma l’acquisto di titoli a ritmo elevato 

Alla fine è andato tutto come doveva andare, Infatti, il Consiglio direttivo continuerà ad effettuare acquisti netti di attività nell'ambito del Pepp con una dotazione complessiva di 1.850 miliardi di euro almeno fino alla fine di marzo 2022 e, in ogni caso, fino a quando non giudicherà conclusa la fase di crisi del coronavirus. Lo ha confermato la Bce spiegando che il "Consiglio direttivo continua a prevedere che gli acquisti nell'ambito del Pepp nel trimestre in corso saranno condotti a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell'anno."
In pratica, la Bce continuerà a reinvestire il capitale dei titoli in scadenza acquistati nell'ambito del Pepp almeno fino alla fine del 2023" e gli acquisti del Qe per 20 miliardi al mese. Riconfermate le operazioni di rifinanziamento con cui il Consiglio direttivo continuerà a fornire ampia liquidità attraverso le sue operazioni di rifinanziamento. In particolare, la terza serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Tltro III) "resta un'interessante fonte di finanziamento per le banche, a sostegno del credito bancario alle imprese e alle famiglie".
Questo cosa vuol dire? Da Francoforte arriva un segnale rassicurante sulla scelte di politica monetaria della Banca centrale europea. Qualche dubbio comunque era stato espresso dagli analisti. La Bce invece conferma l'orientamento molto accomodante della sua politica monetari in modo molto chiaro: . "Il Consiglio direttivo ha rivisto la sua forward guidance sui tassi di interesse" e sottolinea "il suo impegno a mantenere un orientamento di politica monetaria costantemente accomodante per raggiungere il suo obiettivo di inflazione". I tassi "rimarranno ai livelli attuali o inferiori fino a quando non vedrà l'inflazione raggiungere il due per cento ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e durevolmente per il resto dell'orizzonte di proiezione".
Intanto da Eurostat arriva un dato molto importante che conferma quanto siano necessarie le scelte in questa direzione della Banca centrale europea. Infatti, alla fine del primo trimestre 2021, mentre erano ancora in atto misure tese a mitigare l'impatto della pandemia di Covid-19 sull'economia, il debito pubblico dell'area euro è salito al 100,5% del Pil, superando per la prima volta il tetto del 100%. Alla fine del quarto trimestre 2020 si attestava al 97,8%. Secondo Eurostat, i Paesi con il debito pubblico più elevato sono Grecia (209,3%), Italia (160%), Portogallo (137,2%), Cipro (125,7%), Spagna 125,2%), Belgio (118,6%) e Francia (118%); i meno indebitati Estonia (18,5%), Bulgaria (25,1%) e Lussemburgo (28,1%).

Rodolfo Ricci

( 22 luglio 2021 )

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