Lunedì 28 novembre 2022, ore 18:37

Welfare 

Non autosufficienza, primi segnali positivi  

La scadenza a fine anno di Quota 100 ha riaperto il dibattito sulle pensioni. Un dibattito che non deve creare pericolosa incertezza. Sottolinea il leader della Cisl Sbarra: ”Non è possibile né accettabile che dal primo gennaio 2022 tanti lavoratori abbiano davanti un odioso scalone di 5 anni, la soluzione non può essere solo operare su scivoli ma serve un progetto che guardi alla sostenibilità del sistema. Siamo interessati a negoziare da subito misure di flessibilità in uscita, bisogna affermare il tema che 41 anni di contribuzione bastano, dobbiamo negoziare una pensione di garanzia per i giovani, allargare il perimetro dell’ape social e incentivare per i giovani l’adesione alla previdenza complementare”.
Nel Pnrr si comincia nel frattempo ad affrontare il grande tema della non autosufficienza degli anziani. Sottolineano i segretari generali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil, Pedretti, Ragazzini e Barbagallo: ”Le misure contenute nel Piano possono gettare le basi per la definizione di una legge nazionale che fissi i livelli essenziali delle prestazioni e assicuri servizi e sostegni adeguati e uniformi su tutto il territorio nazionale, legge che era da lungo tempo invocata e rivendicata dalle nostre organizzazioni sindacali. Bisognerà valutare nel dettaglio come questi primi elementi contenuti nel Pnrr si svilupperanno. Per questo chiediamo al Governo di aprire subito un confronto con i sindacati confederali e dei pensionati”. In diversi punti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, aggiungono i segretari generali di Spi, Fnp, Uilp, ”ritroviamo l'esigenza di occuparsi della condizione di non autosufficienza delle persone anziane, in particolare attraverso il rafforzamento dei servizi sociosanitari territoriali e dell'assistenza domiciliare, lo sviluppo di nuove tecnologie come la telemedicina e la riforma delle Rsa. L’obiettivo che condividiamo nel profondo è quello di evitare l’ospedalizzazione degli anziani, di individuare la casa come il primo luogo della cura e di favorire il più possibile la loro autonomia e indipendenza”. Insomma, concludono Pedretti, Ragazzini e Barbagallo, ”si tratta di un primo segnale positivo nei confronti delle persone che rappresentiamo e seguiremo con particolare attenzione tutto l’iter del Pnrr. Riteniamo inoltre imprescindibile che, all’interno della riforma fiscale prevista in accompagnamento alla realizzazione del Piano, sia compresa una riduzione della pressione fiscale anche ai pensionati”.
Intanto l’Inps fa sapere che sono 188.840 le pensioni liquidate con decorrenza nel primo trimestre del 2021 per un importo medio di 1.190 euro. Nel monitoraggio sui flussi di pensionamento merge che oltre un terzo delle pensioni (65.162) sono anticipate rispetto all’età di vecchiaia. Le pensioni di vecchiaia sono 70.724 mentre quelle liquidate ai superstiti sono 55.328. Sono solo 7.626 le nuove pensioni di invalidità. L’importo più alto medio è quello delle pensioni anticipate con 1.955 euro a fronte degli 808 delle pensioni di vecchiaia perché legate a un numero più alto di annidi contributi. Le pensioni decorrenti nell’intero 2020 sono 844.879 con un importo medio di 1.249 euro, più alto di 59 euro rispetto alla media dei primi tre mesi del 2021.
Giampiero Guadagni

( 27 aprile 2021 )

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