Lunedì 15 aprile 2024, ore 14:57

L’Italia delle Regioni 

Mattarella: garantire i diritti a tutti i territori 

La differenziazione delle competenze regionali deve avvenire ”attraverso la contestuale considerazione e attuazione del dettato costituzionale, tenendo insieme lo sviluppo dell'autonomia con la garanzia, estesa all'intero territorio nazionale, dei diritti civili e sociali, nonché con adeguata attenzione alle esigenze perequative”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Mattarella, nel suo intervento a Monza per la giornata conclusiva di ”Italia delle Regioni”.
Per il capo dello Stato il riconoscimento della Conferenza delle Regioni quale organo comune delle Regioni e delle Province Autonome è ”un importante passo in avanti sulla strada della collaborazione, con l'esito di conferire maggior peso al sistema regionale, agevolando l'espressione di posizioni condivise”. Durante la pandemia ”la Conferenza delle Regioni ha svolto un ruolo di grande rilievo, costituendo per il Governo un interlocutore fondamentale, in grado di mediare tra le diverse sensibilità regionali e di assicurare quell'unità di intenti e di posizioni indispensabile in un momento così critico per i cittadini”.
Mattarella ha parlato anche di Pnrr. "Completare il programma di riforme e, per quanto riguarda gli investimenti, considerare un'assoluta priorità gli obiettivi individuati dal Piano per far crescere l'economia all'insegna della sostenibilità e dell'uguaglianza. Dinanzi a sfide di questa portata è richiesto l'impegno convergente delle istituzioni e di tutte le forze politiche e sociali. Un impegno che abbiamo assunto in sede europea e che va, ovviamente, onorato”.
Mattarella apprezza la disponibilità della Conferenza a contribuire all'attuazione del Piano favorendo l'integrazione di tutte le politiche pubbliche e uno sviluppo omogeneo dei territori. ”Le diseguaglianze tra le persone e i territori costituiscono le più gravi fonti di inefficienza economica e il Pnrr consente di affrontarle in modo nuovo, integrando politiche per la crescita e politiche di coesione”. Osserva ancora il Presidente della Repubblica: ”I massicci finanziamenti erogati dalla Commissione europea sono destinati esattamente ad accelerare l'infrastrutturazione del Paese colmando i divari a partire da quello tra il Nord e il Meridione".
L'autonomia differenziata come sfida per le Regioni italiane, che deve essere affrontata da Nord a Sud. Per la Lega una battaglia politica da fare in tutto il Paese.
Il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga respinge la tesi che le Regioni del Sud non sono all'altezza. E in effetti in Conferenza delle Regioni alcuni presidenti hanno sollevato delle criticità ma non in senso di blocco delle autonomie qunto per poterle risolvere insieme.
A dare una tempistica il ministro degli Affari Regionali Calderoli: dopo sei mesi di ricognizione inizieranno a uscire Lep (i livelli essenziali delle prestazioni), costi e fabbisogni standard.
Il Governo “vuole favorire l'attuazione dell'autonomia differenziata in tempi rapidi, in un quadro più ampio di riforme per rafforzare e ammodernare l'assetto Stato - ha assicurato il premier Meloni - ma non sarà mai un pretesto per lasciare indietro una parte del territorio", perché l'obiettivo è quello di "migliorare efficienza e qualità dei servizi e colmare i divari non di creare disparità". Insomma, “confronto chiaro su competenze e funzioni, da fare insieme e senza pregiudizi, ma no a fughe in avanti”. Parole quella del premier che "hanno rassicurato" tutti i governatori come ha osservato Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia e vice presidente della Conferenza delle Regioni, secondo cui il confronto dovrà avvenire anche in Parlamento.
Anche la Campania “è pronta ad accettare la sfida dell'efficienza nei confronti di chiunque, a condizione ovviamente che si parta da un flusso di risorse equilibrate”, ha sottolineato il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca per il quale “questo Stato secondo De Luca "non regge più. L'autonomia può aiutare l'Italia a trovare livelli di efficienza e livelli di legittimità nelle istituzioni”.
Giampiero Guadagni

( 6 dicembre 2022 )

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