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Decreto Terremoto

Promulgata la legge, il Quirinale segnala al Governo alcune ”criticità”

Il decreto terremoto traballa sotto i colpi del Quirinale. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 24 luglio ha promulgato la legge di conversione, con modificazioni, del decreto legge 29 maggio 2018, n. 55 (il cosiddetto decreto terremoto per le popolazioni colpite dal sisma di agosto 2016) ma ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per segnalare alcuni ”aspetti di criticità” che ”suscitano forti perplessità”, rimettendo ”alla valutazione del governo l'individuazione dei modi e delle forme di un intervento normativo idoneo a ricondurre a maggiore efficacia, in tempi necessariamente brevi, la disciplina in questione”.

Nella lettera a Conte, il Capo dello Stato rileva che in sede di conversione i contenuti del decreto sono stati ”notevolmente ampliati rispetto a quelli originari” (da 1 a 21 articoli) aggiungendo: ”Non posso fare a meno di segnalare taluni aspetti di criticità dell'articolo 07 che, pur non costituendo una palese violazione della legittimità costituzionale, suscitano forti perplessità”, ad esempio, laddove si stabilisce al comma 2 ”l'inapplicabilità delle sanzioni penali di cui all'articolo 181 del codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. n. 42 del 2004), limitatamente al periodo di emergenza e comunque fino al novantesimo giorno dall'emanazione dell'ordinanza di agibilità dell'edificio distrutto o danneggiato”.

Mattarella spiega che ”i profili di criticità della disciplina concernono le previsioni dei commi 2 e 3. Nel comma 2 si stabilisce una inedita sospensione della punibilità, testualmente riferita solo alle sanzioni penali di cui all'art. 181 d.lgs. n. 42 del 2004, mentre nulla si prevede in riferimento ad altre fattispecie (in materia di edilizia, urbanistica e tutela di aree protette) che sovente ricorrono nelle ipotesi di realizzazione di opere in assenza delle prescritte autorizzazioni in zone soggette a vincoli”. Mentre ”il comma 3 - sottolinea il presidente della Repubblica - prevede l'inefficacia - oltre che dei provvedimenti amministrativi - anche del sequestro preventivo”.

”Tanto Le rappresento - conclude Mattarella - rimettendo alla valutazione del Governo l'individuazione dei modi e delle forme di un intervento normativo idoneo a ricondurre a maggiore efficacia, in tempi necessariamente brevi, la disciplina in questione".

Articolo completo domani su Conquiste Tabloid

( 25 luglio 2018 )

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