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Venezia

Mostra del Cinema al via tra le proteste

Apertura della Mostra del Cinema di Venezia con corollario di proteste. A sfilare al Lido, sotto le finestre del palazzo del Cinema, oggi pomeriggio saranno i dipendenti del Comune di Venezia alle prese con il taglio del fondo della produttività e conseguentemente con buste paga più leggere in media di 200 euro. Cambiano gli amministratori della città, ma i problemi e i bracci di ferro restano: il sindaco Luigi Brugnaro, pur dando ragione ai manifestanti a più riprese, in questo momento ha le mani legate, vista la situazione difficile in cui versano le casse di Ca' Farsetti.

I manifestanti si ritroveranno alle 16 in piazzale Santa Maria Elisabetta per un presidio in cui consegnare anche dei volantini ai cittadini. Sono previsti anche flash mob e iniziative "fuori dagli schemi" per ravvivare il corteo. La partenza è prevista per le 17 (ma è più probabile scatti mezz'ora più tardi) mentre ancora è da stabilire quando e se una delegazione dei sindacati verrà ricevuta dal segretario del Quirinale. L'intento infatti è di consegnare al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ospite d'onore della serata inaugurale della Mostra, un documento in cui si sintetizzano i problemi cui insegnanti, agenti di polizia municipale e tutti gli altri dipendenti comunali.

Nel mirino dei manifestanti, però, c’è anche il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini: tra chi marcerà sul lungomare ci saranno infatti anche i dipendenti del suo Dicastero. I problemi sollevati sono molteplici- si legge in un comunicato sindacale- ed i lavoratori intendono sottoporli al ministro al quale una delegazione chiederà di essere ricevuta. L’iniziativa, cui aderiranno i dipendenti dei musei e delle istituzioni culturali di tutto il Veneto, intende sollevare, partendo dalla realtà della regione, temi e criticità presenti in larga parte del territorio nazionale, a partire dallo stato degli organici e delle strutture, oltre che i problemi legati alla riforma del ministero dei Beni Culturali e alla mancata nomina dei direttori dei Musei di seconda fascia.

"Di notevole entità (tra il 20% ed il 30%) risulta la carenza di organici – attaccano i sindacati – che comporta difficoltà nelle coperture dei turni che avvengono con spostamenti continui di personale da una struttura all’altra, mentre vi è una carenza cronica di figure amministrative e si attenua l’impegno delle alte professionalità nel territorio. A ciò si intreccia la vertenza per il ritardato pagamento (tra i 6 e 7 mesi) del salario accessorio oltre che per il riconoscimento professionale".

"L’altra grande nota dolente riguarda le condizioni - fino a rasentare problemi di sicurezza – di molti edifici che ospitano reperti ed opere d’arte – conclude la nota –. La denuncia apparsa sui giornali inglesi circa lo stato delle Gallerie dell’Accademia è solo il più macroscopico dei casi, ma non certo l’unico. Per questo i lavoratori chiedono un programma di investimenti che vanno stanziati e previsti per salvaguardare e tutelare un patrimonio pubblico che rappresenta una delle più grandi ricchezze dell’Italia e la rende unica al mondo".

( 2 settembre 2015 )

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