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Garante, ora ripensare le regole degli scioperi nei servizi essenziali

Autobus fuori servizio 
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

I tempi "sono maturi" per una nuova regolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici essenziali basata sulla rappresentatività dei sindacati. Lo ha detto il Garante degli Scioperi Giuseppe Santoro Passarelli nella sua relazione a Montecitorio. "Senza voler pregiudicare il diritto costituzionale di tutti i sindacati a poter proclamare lo sciopero" ha detto Santoro Passarelli "sarebbe opportuno collegare il potere di proclamazione dello sciopero, nel settore dei servizi pubblici essenziali, al raggiungimento di parametri di rappresentatività".

Gli scioperi restano piuttosto elevati nel settore del servizi pubblici essenziali. Secondo il Garante degli scioperi,le proclamazioni di sciopero sono salite a 2.352 nel 2016 rispetto alle 2.261 dell'anno prima. Tale aumento delle proclamazioni dovuto alla crisi non è stato accompagnato da un parallelo aumento degli scioperi, scesi a 840 da 939, a seguito delle revoche prodotte dalle indicazioni della Commissione.

La causa maggiore degli scioperi è rappresentata ancora dal mancato rinnovo dei contratti nazionali, seguito dai mancati pagamenti delle retribuzioni ai lavoratori.
Secondo Passarelli, i tempi "sono maturi" per una nuova regolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici essenziali, basata sulla rappresentatività dei sindacati. "L'eccessivo ricorso allo sciopero, seppur nel rispetto della normativa di riferimento, pone l'esigenza di una riflessione, nel momento in cui, esso viene riproposto con una scadenza periodica, specie da alcune organizzazioni sindacali dall'incerta rappresentatività che vi ricorrono per avere auto-legittimazione e visibilità piuttosto che in reale funzione di autotutela degli interessi collettivi", ha affermato.
Il Presidente dell'Autorità ha anche fatto un cenno allo sciopero ad oltranza dei taxi nel marzo scorso, affermando che tutta la materia degli scioperi va riconsiderata e sottolineando che tali azioni come piuttosto configurabili come "l'espressione del potere di coalizione di gruppi professionali organizzati" più che la protesta di lavoratori parasubordinati

Dopo "l'astensione improvvisa dei taxi effettuata a marzo di quest'anno in dispregio a tutte le regole previste dalla legge", secondo Passarelli il conflitto nel settore dei servizi "non è più riconducibile alla figura dello sciopero", inteso come astensione dal lavoro di lavoratori subordinati.

( 22 giugno 2017 )

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