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Taranto

Ilva, avviato il confronto tra governo e Mittal su occupazione e piano

Sul futuro dell’ Ilva "oggi abbiamo avviato un confronto di merito e tutti siamo consapevoli, il Governo per primo, che sarà un percorso non facile". Così il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova in una nota diffusa a seguito dell’incontro svoltosi oggi al Mise tra parti sociali, Amministrazione straordinaria e Arcelor Mittal che ha avviato la trattativa sul piano industriale e su quello occupazionale del Gruppo Ilva.

Allo stesso tempo, continua Bellanova, "siamo consapevoli di come tutti condividiamo lo stesso obiettivo: rafforzare la struttura e i posti di lavoro. Per questo è bene ribadire in premessa come non ci siano lavoratori o siti di serie A e di serie B: in questa trattativa tutto è sullo stesso piano con uguale rilevanza e priorità". Per Bellanova è importante "che tutti i punti emersi nel corso della discussione odierna trovino il giusto tempo per essere affrontati e discussi in un confronto di merito che si avvalga anche delle specifiche competente maturate sul campo da ognuna delle parti presenti al tavolo". Il viceministro ritiene che ci siano tutte le condizioni perchè ciò accada, condivide l’esigenza emersa e rappresentata da più parti "di darci un metodo di lavoro e crede utile che già da metà settembre partano gli incontri con l’auspicio di arrivare quanto prima alla sottoscrizione dell’accordo. Per questo chiedo anche alle parti sociali di farci pervenire in tempi rapidi una proposta di punti che possano poi essere fissati come temi di trattativa", conclude la nota.

"Il nostro obiettivo è azzerare qualsiasi ipotesi di licenziamento, sia per i dipendenti Ilva che per quelli dell’indotto». Così Marco Bentivogli, segretario generale Fim Cisl, al termine del primo incontro tra sindacati e nuova proprietà dell’Ilva (Am Investco) aggiungendo che bisogna fare in modo "che il gruppo prenda le sue responsabilità sull’ambiente e su tutti i lavoratori". Nel vertice di oggi al Mise "l ceo Europa di Arcelor Mittal ha sostanzialmente ripresentato le linee guida del piano industriale", ha continuato Bentivogli ricordando che il sindacato ha chiesto "certezze e garanzie per il rilancio industriale di tutti gli stabilimenti e per i lavoratori dell’indotto". Fra le altre richieste dei rappresentanti sindacali c’è stato anche "l’anticipo in maniera robusta delle ottemperanze per quanto riguarda il piano ambientale", ha proseguito Bentivogli spiegando che in questo modo si punta ad arrivare a livelli di produzione ottimali in tempi brevi e a garantire la salvaguardia dei 14 mila dipendenti e di tutti i lavoratori dell’indotto. Sindacati e azienda si sono aggiornati alla seconda settimana di settembre per un confronto di metodo sui vari punti del piano industriale, sull’occupazione "abbiamo insistito più volte e il ceo europeo ha dato rassicurazioni sul fatto che ha settembre questo sarà il primo punto all’ordine del giorno", ha concluso Bentivogli

Fim, Fiom e Uilm intendono chiedere inoltre un Consiglio di fabbrica per il 26 luglio, allargato ai rappresentanti delle istituzioni (sindaco di Taranto, Presidente della Provincia, Presidente della Regione e parlamentari ionici), da svolgersi all’interno dello stabilimento Ilva. L’obiettivo è quello di sollecitare la costituzione di un Tavolo Nazionale sulla Siderurgia.

”Un elemento che, sia per Ilva che per Eni, manca o può essere migliorato è quello della partecipazione dei cittadini, che hanno il diritto di essere pienamente informati su ciò che accade”. Lo ha detto Cecilia Wikstrom (Alde, Svezia), presidente della Commissione Petizioni del Parlamento europeo, parlando con i giornalisti al termine della missione di due giorni della delegazione a Taranto. Gli eurodeputati hanno effettuato un sopralluogo nello stabilimento siderurgico, ascoltato il management della Raffineria e tenuto una serie di audizioni in Prefettura. Ilva ed Eni ”hanno preso atto - ha aggiunto la presidente - di quanto abbiamo loro suggerito e sono consapevoli dell’importanza di un dialogo con la città. Industria e ambiente possono coesistere per garantire crescita e occupazione. È una situazione delicata e trovare una soluzione è difficile, necessita della responsabilità di tutti gli attori in campo”. Quanto alle prescrizioni dell’Aia imposte all’ Ilva, la presidente Wikistrom ha detto che ora la Commissione ha ”un quadro ampio della situazione, ma non possiamo dire chi ha torto e chi ha ragione: da una parte ci sono i cittadini che denunciano violazioni e dall’altra le aziende. Rientrati a Bruxelles faremo un’attenta analisi di ciò che abbiamo visto. Ora non siamo ancora pronti a fornire un rapporto conclusivo. Verrà redatta una relazione nella quale esprimeremo delle raccomandazioni che verranno votate in Commissione, dopo la pausa estiva”.

Approfondimento domani su Conquiste tabloid

( 20 luglio 2017 )

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