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Almaviva, oggi ancora sciopero e nuovo round al Mise

E' in corso al Mise una riunione ristretta tra i segretari generali di categoria e Almaviva per discutere della vertenza dell'azienda che conta oltre tremila dipendenti tra Palermo, Roma e Napoli. Solo successivamente inizierà la riunione plenaria con i rappresentanti sindacali, l'assesore comunale alle Attività produttive di Palermo Giovanna Maranao, un rappresentante della Regione Lazio e uno della Regione Campania. 

I lavoratori sono preoccupati perchè senza un accordo dal 5 giugno i licenziamenti annunciati a Palermo(1670), Roma (918) e Napoli (400) potrebbero diventare esecutivi, mentre domani scade il contratto di solidarietà nelle sedi della società. Sul piatto c’è la proposta del governo che ha suggerito alle parti sociali di raggiungere un’intesa che preveda un pacchetto di ammortizzatori sociali per 36 mesi, ma la proposta non convince i sindacati, mentre l’azienda, che negli ultimi mesi ha registrato perdite superiori a 1,5 milioni di euro al mese, chiede soluzioni strutturali. I sindacati per oggi hanno proclamato una giornata di sciopero e indetto una manifestazione a Roma in concomitanza con il vertice al Mise in programma alle 15. Intanto anche una delegazione di lavoratori palermitani ha raggiunto la Capitale per partecipare alla mobilitazione. A Palermo, nel pomeriggio, invece, è in programma un sit-in davanti alla sede della Prefettura.

Per la Presidenza del Consiglio, in totale sintonia con il ministero dello Sviluppo economico, le soluzioni individuate al tavolo del Mise sono le uniche, in questa fase, in grado di garantire una via d'uscita alla complessa vertenza Almaviva.

“La trattativa sui 3000 licenziamenti è ad un punto delicatissimo - scrivono i sindacati. Le proposte governative non consentono di raggiungere un accordo che dia ai lavoratori garanzie su un reale percorso di risanamento che non preveda espulsioni dal mondo del lavoro e dia regole chiare per l’azienda e per il settore tutto”. “Il tavolo relativo alla vertenza Almaviva rimane permanente con l'obiettivo di trovare al più presto una soluzione positiva - spiegano Francesco Assisi segretario Fistel Cisl Palermo Trapani e Eliana Puma Rsu Fistel. L’azienda dichiara di non riscontrare le condizioni per ritirare i licenziamenti che , senza una soluzione immediata, partirebbero dal 6 giugno. Noi ribadiamo che la strada resta l’avvio di ammortizzatori sociali strutturali che garantiscano una copertura superiore ai 24 mesi, le modifiche immediate all’articolo 24bis sulle delocalizzazioni e gare d'appalto legate al rispetto dei minimi previsti dai contratti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”. La Fistel aggiunge “con le clausole sociali va garantita la territorialità del lavoro e dei lavoratori “. “Non c’è più tempo da perdere, l’intervento del governo nazionale per l’applicazione delle clausole sociali nei cambi di appalto, la tutela contro le gare al massimo ribasso e le delocalizzazioni, deve essere immediato” concludono Assisi e Puma.

Intanto è stato firmato accordo per i call center, su disciplina dei cambi d'appalto, tra Asstel e Slc-Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil L' accordo definisce la disciplina della gestione dei rapporti di lavoro in caso di cambi di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di call center. L'accordo individua le modalità e le condizioni con le quali ciò dovrà avvenire, oltre a stabilire con una procedura i tempi di confronto tra le parti.L'intesa raggiunta, operativa fin da subito, formerà comunque parte integrante del rinnovo del contratto Tlc, che si conferma, quindi, ancor di più nel suo ruolo di riferimento per il settore dei call center all'interno della più ampia cornice di filiera. In questo modo si rafforza il ruolo del contratto quale sede in cui vengono definite regole chiare e comuni, assegnando alla contrattazione aziendale il compito di metterle in pratica e farle vivere adattandole alle singole e specifiche realtà.Oggi è stato raggiunto un nuovo e più avanzato punto di equilibrio nell'ambito di relazioni industriali fondate su rapporti tra soggetti consapevoli, che condividono gli obiettivi di sviluppo aziendale contribuendo anche alla crescita e al benessere delle persone, dimostrando di avere la capacità di rispondere con tempestività agli impegni assunti anche in sede istituzionale, senza perdersi in una ritualità non più in linea con le sfide che ci attendono.Con questo spirito e ritenendo utile un quadro di riferimento omogeneo, l'intesa sarà trasmessa al ministero del lavoro e delle politiche sociali e al ministero dello sviluppo economico.

 

 

( 30 maggio 2016 )

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