Giovedì 6 agosto 2026, ore 22:47

Il gigante dell’acciaio

Ilva, partita a scacchi tra governo e Mittal

Le condizioni giuridiche del recesso dal contratto di affitto dell’ex Ilva non ci sono e quindi ArcelorMittal deve andare avanti. È il cuore del ricorso che verrà presentato nei prossimi giorni dai legali dei Commissari straordinari. Nel frattempo è slittato a oggi il deposito al Tribunale di Milano dell’atto con cui la multinazionale chiede il recesso.

Il governo si prepara alla battaglia ma, in vista dell’incontro che potrebbe tenersi giù domani, non trascura la possibilità di trovare un accordo con il gruppo indiano. L’esecutivo pretende però la rinuncia ai 5mila esuberi che ArcelorMittal ha fatto calare sul tavolo.

Restano soprattutto da appianare i dissensi all’interno dei 5 Stelle. Gli ultimi focolai della rivolta vanno rintracciati nel gruppo dei parlamentari pugliesi capitanati da Barbara Lezzi, che anche ieri ha ribadito il suo no. Un’intransigenza che tiene in scacco anche Luigi Di Maio. Conte li vedrà nei prossimi giorni, nel tentativo di sminare il terreno da un conflitto potenzialmente disastroso per il partito di cui è espressione.

A complicare il tutto è la decisione di Italia Viva di presentare due emendamenti al decreto fiscale sull’ex Ilva. Il partito di Matteo Renzi chiede che sia introdotto non uno, ma due scudi: il primo di portata generale, valido per tutte le aziende, e uno specifico per l’Ilva, che coprirebbe la società dal 3 novembre (data di decadenza del precedente scudo penale) fino alla fine del risanamento.

Contro l’ipotesi di nazionalizzazione, attraverso Cdp o per altre strade, ieri è tornato a pronunciarsi il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: sarebbe una ”pericolosa illusione”, ha detto, anche se un intervento di Cassa Depositi e Prestiti ”non va escluso dalla cassetta degli strumenti di cui disponiamo”.

Da parte loro i sindacati continuano a tenere sotto pressione governo e azienda. Per la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan l’esecutivo ”deve innanzi tutto fare una cosa: riparare all’errore gravissimo di togliere lo scudo penale”. Non solo. ”Abbiamo bisogno di regole chiare, certezze e rispetto delle questioni industriali - sostiene Furlan - Non si possono continuamente cambiare le regole in corso d’opera”. Ce n’è anche per ArcelorMittal: ”Non si disdice come se niente fosse”.

La pressione è alta anche a livello locale. Ieri a Bari Cgil Cisl e Uil hanno incontrato il governatore della Puglia Michele Emiliano. Mentre nello stabilimento di Novi ligure, dopo le assemblee con i lavoratori, le sigle dei metalmeccanici hanno deciso che oggi sarà sciopero per l’intera giornata.

( Articolo integrale domani su Conquiste Tabloid)

( 11 novembre 2019 )

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