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Siderurgia

Lucchini, domani nuova riunione al Mise

L'incontro dei sindacati metalmeccanici con il ministro dello Sviluppo economico carlo Calenda sulla Aferpi (ex Lucchini) di Piombino si e' concluso ieri con la fissazione di una nuova riunione per mercoledi' alle ore 17 con la società Cevidal, sempre al Mise. Aspettiamo per dare un giudizio - riferiscono i sindacati - ma i tempi dell'impresa sono troppo lunghi. La società ha presentato un nuovo piano industriale al ministro e mercoledì lo presenterà a noi, ma intanto a Piombino la situazione è drammatica: gli impianti sono fermi e nulla stato fatto su logistica e agroindustria. Non possiamo continuare ad aspettare"

La protesta di qualche giorno, spiegano i sindacati, è stata indetta "in difesa del progetto Piombino che va salvaguardato". "Ci attendiamo risposte dal governo - proseguono i sindacati in una nota - sul progetto Cevital, sugli ammortizzatori sociali, sulla proroga della legge Marzano, sul finanziamento del Piano industriale. La politica ha il dovere di governare, basta con le inadempienze dell'imprenditore e col tergiversare, qui è a rischio il polo siderurgico piombinese. Sta al Governo decidere se si deve staccare la spina al progetto Cevital o continuare a crederci. Piombino torni a colare acciaio". Il corteo partirà alle 9,30 dal cavalcavia dello stabilimento ex Lucchini in largo Caduti sul lavoro per poi sfilare tra le vide della città. La manifestazione si concluderà in piazza Verdi con il comizio delle segreterie nazionali. Tra gli altri saranno presenti i segretari generali regionali di categoria Alessandro Beccastrini (Fim Cisl Toscana), Massimo Braccini (Fiom Cgil Toscana), Vincenzo Renda (Uilm Uil Toscana) e Dalida Angelini, segretaria generale di Cgil Toscana.

"Stiamo assistendo oramai da due anni a continui rinvii e ritardi da parte dell'imprenditore algerino Issad Rebrab, per la realizzazione del piano industriale di Piombino. Questa situazione provoca particolare preoccupazione tra i lavoratori, le loro famiglie e il territorio, alimentando un clima di sfiducia e incertezza non e' piu' tollerabile. Come se non bastasse, oggi lo stabilimento è praticamente fermo, perchè anche il treno rotaie è bloccato per mancanza di materie prime". Così il segretario generale Fim-Cisl, Marco Bentivogli. "E' evidente, che in questo modo non si garantisce la continuitaà produttiva dell'azienda indispensabile per il mantenimento dei contratti di solidarietà. Inoltre - continua Bentivogli - non sono partiti i progetti per lo smantellamento delle aree che avrebbero dato lavoro anche alle aziende dell'indotto, oramai al collasso e che rischiano di rimanere fuori dal circuito lavorativo. Stando così le cose, è determinante il ruolo del Governo che deve essere garante degli impegni presi firmando l'accordo di programma e l'atto di cessione a Cevital. . Per questo - conclude Bentivogli - la manifestazione e lo sciopero di domani rivestono particolare importanza per il rilancio della vertenza e il rispetto degli accordi presi. Le nostre iniziative termineranno solo quando avremo la garanzia e la certezza che il secondo polo siderurgico del nostro Paese tornerà a produrre acciaio".

 

 

( 28 marzo 2017 )

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