Sabato 15 agosto 2020, ore 13:14

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Il caso

Rider, una piattaforma per il contratto

di Silvia Boschetti

Va a buon fine il primo faccia a faccia tra le aziende di consegna di cibo a domicilio e il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, obiettivo costruire un nuovo modello di tutele e diritti per garantire ai ciclofattorini italiani. A Roma il ministro ha incontrato le cinque principali aziende delivey che operano in Italia ovvero Deliveroo, JustEat, Foodora, Domino's Pizza e Glovo e proposto di aprire un tavolo con i riders per mettere a punto un contratto di lavoro in cui si stabilisca il giusto valore del salario, della sicurezza sul lavoro, del welfare. Un risultato che se raggiunto sarà alternativo a quanto contenuto dnel cosiddetto ”Decreto Dignità” annunciato in questi giorni. Comunque il ministro Di Maio non pone limiti a questo percorso - che incassa i consensi anche delle aziende di delivery presenti al tavolo - tanto da auspicare che ”magari si creerà un nuovo modello di contrattazione e chissà che non si arrivi al primo contratto della gig economy”. Pure per i riders l’incontro è andato bene ma, per ora, non è stato fissato un nuovo incontro. Naturalmente convinti del modello contrattuale i sindacati da tempo impegnati nella battaglia accanto ai giovani rider. ”È necessario ricondurre i rapporti di lavoro della gig economy in un ambito contrattuale certo ed esigibile, che garantisca un salario dignitoso e assicuri le tutele in tema di salute, sicurezza e una flessibilità organizzativa concordata”commenta il segretario generale della Federazione dei Sindacati del Terziario Fist Cisl Pierangelo Raineri, a margine del V Congresso mondiale del sindacato internazionale del terziario e dei servizi Uni Global Union in corso in Inghilterra a Liverpool. ”Apprezziamo la disponibilità del ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Di Maio ad avviare un tavolo di contrattazione tra i rappresentanti dei riders e i rappresentanti delle piattaforme digitali così come valutiamo positivamente la posizione del Governo sulla necessità di contrastare la dilagante precarietà dell’occupazione anche attraverso il divieto di retribuzione a cottimo. Rimaniamo convinti, così come indicato in prima battuta dalla bozza di Decreto a cui l’Esecutivo sta lavorando, sia la contrattazione il giusto alveo dove definire il trattamento economico e le norme a tutela dell’occupazione, a cominciare dal diritto alla disconnessione”.

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( 18 giugno 2018 )

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