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Sindacati: il 27 gennaio sciopero generale

Il 27 gennaio sciopero generale  dei sindacati e dipendenti capitolini contro i tagli al salario accessorio, nonostante il Giubileo. "Abbiamo scelto questa data - spiega dalla Cisl Fp Giancarlo Cosentino - perchè simbolicamente è quella in cui ci arrivano gli stipendi. Dopo il no del Governo agli emendamenti "salva salario", i dipendenti rischiano una decurtazione reale dello stipendio, impoverendosi in modo insostenibile. Ricordiamo che stiamo parlando di salari di 1.200 euro al mese. In questo momento storico ai lavoratori del Comune si richiede di sostenere il Giubileo della Misericordia e altre iniziative importanti. Non vogliamo nemmeno immaginare cosa possa accadere se venisse confermata l’ipotesi di recupero di somme a carico di ogni lavoratore da parte dell’amministrazione comunale, proprio per lo stop agli emendamenti. Sarebbe la fine di ogni ragionamento». «Noi proclameremo lo sciopero a fine mese - chiosa Di Cola - dimostrando ancora una volta estremo senso di responsabilità: se il Governo vuole trovare soluzione c’è più di un mese di tempo». «Restiamo attoniti di fronte ad una vertenza che si pensava si potesse facilmente concludere accogliendo istanze che non comportassero nessun aumento di spesa a carico delle casse comunali», conclude Roberto Chierchia della Cisl Fp. (

"Credo che ormai non ci sia altra strada  - afferma il segretario generale della Cisl Fp di Roma Roberto Chierchia. Lo sciopero è ormai una realtà. Bisogna far capire a chi non ha a cuore la sorte - non solo dei dipendenti capitolini di Roma ma della stessa Capitale - che non si possono chiedere servizi per cittadini e pellegrini e non considerare le esigenze dei lavoratori. La prima mobilitazione partirà già lunedì quando prevediamo un presidio numeroso presso Montecitorio per guardare in faccia coloro che non hanno il coraggio di riconoscere a Roma il suo ruolo". 

"L'effetto è un taglio di 32 milioni sulle buste paga dei 24mila dipendenti sul fondo per il salario accessorio del 2016 e degli anni futuri e l'impossibilità di attivare percorsi assunzionali - proseguono i sindacati - Emendamenti che servivano non ad aumentare le retribuzioni, ma a mantenerle inalterate, anche considerando la riduzione dovuta ai pensionamenti che ha comportato comunque una diminuzione della spesa del personale, non compensata dalle mancate assunzioni che il piano triennale aveva programmato a cui l'amministrazione non ha dato seguito". "Situazione che si aggiunge al blocco dello stipendio da oltre sei anni a causa dei mancati rinnovi del contratto nazionale e ai tagli di circa 200 euro al mese sulle buste dei dipendenti dovute all'applicazione dell'atto unilaterale - aggiungono - Questo il modo con cui si pensa di chiedere ai lavoratori e alle lavoratrici di Roma Capitale uno sforzo straordinario per il maggiore impegno che graverà sulla macchina capitolina nel 2016 con il Giubileo della Misericordia.

Una beffa per lavoratori e lavoratrici comunali, ma anche per i cittadini - sottolineano i sindacati - che dovranno sopportare servizi sempre più dequalificati e insufficienti a rispondere alle esigenze della popolazione romana e dei tanti pellegrini che si riverseranno sul nostro territorio per tutto il 2016. Efficienza, produttività, efficacia nel servire i cittadini, sono propositi rispediti in soffitta". "Si persevera in una ottusa politica ragionieristica, fatta di soli tagli alle spese del personale dipendente che compromette i diritti dei cittadini e i bilanci familiari dei dipendenti con buste paga ridotte anche di 500 euro al mese - aggiungono - Ribellarsi è giusto ed è il momento di farlo ora, per consentire quel dibattito in Parlamento che recuperi quanto il Governo non ha inteso fare". 

( 21 dicembre 2015 )

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