Venerdì 30 gennaio 2026, ore 7:30

Report Istat 

A gennaio aumenta la fiducia di consumatori e imprese 

A gennaio 2026, l'indice di fiducia dei consumatori sale da 96,6 a 96,8 e l'indicatore composito del clima di fiducia delle imprese aumenta da 96,6 a 97,6. Lo comunica l'Istat. Tra i consumatori, si evidenzia un lieve miglioramento delle opinioni sul quadro economico nazionale e sulla situazione futura mentre le valutazioni sulla sfera corrente e personale sono improntate ad una maggior cautela. Per le imprese, l'indice di fiducia aumenta decisamente nei servizi di mercato (da 100,2 a 103,4) e nella manifattura (da 88,5 a 89,2) mentre diminuisce nelle costruzioni (da 101,0 a 99,8) e, nel commercio al dettaglio (da 106,9 a 102,5).

Non va così bene dall’altra parte dell’Atlantico. Da segnalare che la fiducia dei consumatori americani, misurata dal Conference Board, è calata in gennaio a 84,5. Il dato è sotto le attese degli analisti, che scommettevano su 91, ai minimi dal 2014. Tornando al nostro Paese, alla fine del 2024 la ricchezza netta delle famiglie italiane è stata pari a 11.732 miliardi di euro. Rispetto al 2023 è aumentata del 2,8% a prezzi correnti ma, valutata a prezzi costanti, è ancora inferiore di oltre il 5% rispetto al 2021 per effetto della forte inflazione nel 2022. L'aumento delle attività non finanziarie nel 2024 rispetto all'anno precedente (+1,9% a prezzi correnti) è stato trainato dalla componente delle abitazioni, cresciuta in misura significativa per il terzo anno consecutivo.

Il valore delle attività finanziarie è aumentato del 3,6%. Il valore delle attività finanziarie, scrive l'Istat, è aumentato del 3,6%, principalmente per effetto dell'andamento positivo dei prezzi delle quote di fondi comuni, dei titoli e delle riserve assicurative. Le passività finanziarie hanno registrato un modesto aumento dovuto alla crescita degli altri conti passivi (soprattutto debiti commerciali). Nel confronto internazionale, il rapporto tra la ricchezza netta e il reddito lordo disponibile delle famiglie è rimasto stabile in Italia e Canada, mentre è diminuito per il terzo anno consecutivo in Francia e nel Regno Unito. La ricchezza netta delle società non finanziarie nel 2024 è risultata pari a 1.015 miliardi di euro. Tra le attività reali, che costituiscono il 56,6% della ricchezza lorda, ha continuato a crescere il valore degli immobili, seguiti dagli impianti e macchinari. Dal lato finanziario, è sensibilmente aumentato il valore di mercato delle azioni in portafoglio. Sono inoltre cresciute le detenzioni di titoli e i depositi.

L'indebitamento in rapporto alle attività non finanziarie è calato, come è avvenuto anche per le imprese britanniche e canadesi, mentre è salito per quelle francesi. La ricchezza lorda delle società finanziarie ha registrato una crescita pari all'1,2%, interrompendo la fase di contrazione in atto dal 2022. L'aumento delle consistenze all'attivo ha interessato principalmente le azioni e le quote di fondi comuni. Anche le passività sono cresciute (+0,9%), con una significativa diminuzione della raccolta di depositi a fronte della crescita del valore delle quote di fondi comuni, di azioni e di titoli. Alla fine del 2024 la ricchezza netta delle amministrazioni pubbliche è risultata negativa per 1.522 miliardi di euro, in peggioramento rispetto al 2023 per effetto della crescita delle passività (+3%), mentre le attività sono rimaste sostanzialmente stabili. Nel confronto internazionale, il rapporto tra la ricchezza netta delle amministrazioni pubbliche e il Pil nel 2024 è peggiorato solo in Italia e in Francia.

Rodolfo Ricci

( 28 gennaio 2026 )

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