Mercoledì 14 gennaio 2026, ore 10:44

La tragedia

All’Ilva di Taranto si muore ancora, scatta lo sciopero

Nuovo incidente mortale all’Ilva di Taranto. Un operaio della ditta di carpenterie metalliche Ferplast dell’appalto Ilva, Angelo Fuggiano, di 28 anni, è morto in seguito a un incidente avvenuto nel reparto Ima, al quarto sporgente del porto di Taranto gestito dal Siderurgico. Durante la sostituzione di una fune nella sala argani si sarebbe verificato un impatto con la carrucola utilizzata per coadiuvare le operazioni. Immediata la reazione dei sindacati. Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto hanno proclamato lo sciopero dei dipendenti diretti e dell’appalto dalle 11 di oggi fino a tutto il primo turno di domani dopo. L’azienda ha espresso il suo cordoglio e avviato un’indagine interna per appurare le modalità dell’incidente. Ma i sindacati, che denunciano da tempo il livello inadeguato delle condizioni di sicurezza all’interno dello stabilimento, al centro anche dell’ultimo sciopero svoltosi il 30 aprile, vanno all’attacco. Per il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli ”la gestione commissariale è inadempiente anche sugli aspetti minimi e basilari della sicurezza dello sito, che ricordiamo essere il maggior impianto siderurgico d’Europa”. Per questo ”bisogna finirla col giocare con la pelle dei lavoratori: è una vergogna per un paese civile - rincara Bentivogli - Da subito vanno assicurati e ripristinati gli standard di sicurezza, conseguentemente va accelerata la partita con ArcelorMittal sulla cessione dell’impianto e l’implementazione e l’ammodernamento dello stesso”.

Dura anche la reazione della segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan per un iincidente che ”ci lascia ancora una volta sgomenti ed addolora tutta la Cisl. Siamo vicini alla famiglia, agli amici ed ai colleghi di Angelo, il giovane di appena 35 anni che ha perso la vita”. Furlan esprime solidarietà anche ai tre lavoratori rimasti feriti, sempre questa mattina, ad Arquata del Tronto in un cantiere edile della Tre valli Umbre. ”Serve una mobilitazione di tutto il paese. Non basta solo indignarsi o denunciare l’inosservanza delle norme di legge, dei regolamenti e dei contratti - sottolinea Furlan - Il sindacato non farà sconti a nessuno finché non avremo più sicurezza e rispetto per la vita in tutti i luoghi di lavoro a partire dall’Ilva, dove sosteniamo la giusta protesta dei sindacati di categoria”.

( L’articolo completo domani su Conquiste Tabloid )

( 17 maggio 2018 )

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