Tutti temi centrali nel patto sociale proposto dalla Cisl. Patto che, sottolinea la segretaria generale Fumarola, ”non è una sommatoria di rivendicazioni”, ma ”un metodo stabile”. Dunque, ”non un tavolo convocato solo nei momenti di emergenza, ma una sede strutturata di confronto e decisione, nella quale Governo e parti sociali si assumono impegni reciproci, chiari e verificabili”. Dentro questo patto ”devono stare i grandi assi del futuro del Paese: salari e produttività, formazione e innovazione, welfare e pensioni, sanità, scuola, politiche sociali”. Aggiunge la numero uno del sindacato di Via Po: ”I salari non crescono per decreto. Crescono con una contrattazione collettiva forte, rappresentativa e diffusa, capace di generare ricchezza e redistribuirla. Per questo parliamo di contrattazione decentrata, territoriale, di filiera e di distretto. Per questo parliamo di partecipazione. Che non è una bandiera identitaria, ma una leva di sviluppo. Dove c'è partecipazione migliora la qualità del lavoro, cresce la capacità delle imprese di innovare e le transizioni si governano meglio. La legge sulla democrazia economica va applicata e resa concreta nelle aziende, perché partecipazione significa corresponsabilità, e corresponsabilità significa sviluppo condiviso”.
Giampiero Guadagni
